6 dicembre 2019
Aggiornato 16:30

Maverick Vinales contro Andrea Dovizioso, duello all'ultimo sorpasso

Sono stati loro i protagonisti della battaglia per la vittoria in Qatar. «Ho dato il massimo nel finale», spiega il vincitore. «Ha studiato i miei punti deboli», ammette Desmodovi, per la terza volta secondo al traguardo di Losail

Maverick Vinales e Andrea Dovizioso sul podio di Losail
Maverick Vinales e Andrea Dovizioso sul podio di Losail Michelin

DOHA – Di vincere, Maverick Vinales se lo aspettava, visto che tra test e prove libere qui è sempre stato il più veloce. Di doversela giocare fino all'ultimo giro con Andrea Dovizioso, forse no. Colpa delle poche gocce di pioggia cadute di nuovo prima del via, che hanno costretto a rimandare due volte la partenza, aumentando la tensione e le incognite: «Alla partenza ero molto nervoso – ammette infatti Top Gun – E nei primi giri è stato difficile mantenere la concentrazione. Comunque sono scattato bene, secondo dietro a Zarco, che mi ha quasi colpito. All'inizio la pista era molto scivolosa, tanto che in una curva veloce sono arrivato lungo. Avevo molti dubbi, non riuscivo a tenere lo stesso ritmo delle prove. Mi sono obbligato a mantenere la concentrazione, specialmente quando ho visto Vale dietro di me. Ma, quando sono arrivato dietro a Marquez, ho capito che era arrivato il momento di spingere». E al comando, in quel momento, c'era proprio la Ducati, sulla carta favorita su questa pista. Il giovane spagnolo della Yamaha ha raggiunto Desmodovi e lo ha superato una prima volta: «Sapevo che se non avessi guadagnato abbastanza terreno, sul dritto mi avrebbe passato – prosegue Vinales – Ho provato a guidare pulito e a risparmiare i miei giri migliori per il finale».

Eterno secondo
Dall'altro lato della barricata, Andrea Dovizioso cercava invece la giusta tattica per rispondere al favorito: «Quando mi ha superato e gli ho fatto mezzo giro dietro, mi sono detto: 'È finita' – racconta – In alcuni punti andava troppo forte. Però ha commesso qualche piccolo errorino e sono riuscito a ripassarlo. Nel curvone lungo e nell'ultimo settore ero molto forte, quindi ho pensato a una strategia: attaccarmi sul finale del giro e passarlo sul traguardo. Era l'unica cosa che potessi fare e l'ho ripetuto in tutti i giri. Ma ero alla disperazione, dovevo fermarlo, non potevo giocarmela ad armi pari. E quindi mi sono dovuto scoprire. Lui ha fatto dei giri alle mie spalle e ha capito tutti i miei punti deboli: infatti, guarda caso, mi ha superato nel punto giusto ed è riuscito a costruirsi il vantaggio dove io andavo più piano. Così non sono più riuscito a riagganciarmi». Per il pilota di Forlì si conferma la maledizione del secondo posto dietro alla Yamaha, che qui in Qatar lo colpisce da tre anni consecutivi: «Non è un incubo, è una realtà», la prende con filosofia. Anche perché, più che una vittoria mancata, questo per lui è da considerarsi a tutti gli effetti un podio artigliato: «Pensiamola rispetto a prima della gara: non avevamo il passo per giocarcela con Maverick, forse nessuno lo aveva. Se siamo arrivati a quattro decimi da lui significa che abbiamo lavorato bene. Abbiamo scelto la gomma morbida posteriore ed ero molto contento, anche se un po' impaurito. Con tanta umidità in pista e dopo la pioggia immaginavo che nessuno partisse forte, quindi speravo in una gara lenta per cercare di risparmiare le gomme nella prima metà di gara. Invece è andata ancora meglio: quando è caduto Zarco, ho fatto io il ritmo ma salvando totalmente la gomma. Era l'unico modo per arrivare al traguardo competitivo. Finché c'era Marquez a otto decimi-un secondo pensavo di giocarcela fino alla fine, ma quando ho visto Maverick a cinque decimi ho detto: 'Alè, lui sicuramente sul finale ha il passo'. Detto fatto...». Ora, archiviata una delle piste amiche della sua Desmosedici, la stagione per Dovizioso rischia di mettersi in salita: «La fiducia della Ducati in me si rafforza con il tempo che passa. Abbiamo una buona velocità e in Argentina e in Texas possiamo andare forte. Ma ci mancano certi aspetti, come già l'anno scorso, e questo un po' mi preoccupa».

Vinales, Dovizioso e Rossi sul traguardo
Vinales, Dovizioso e Rossi sul traguardo (Michelin)

Rivale in casa
E Vinales? I festeggiamenti per la sua vittoria al debutto con la Yamaha («Sto vivendo un sogno», esclama) potrà concederseli per poco. Anche lui sarà costretto presto a scendere di nuovo nella mischia. E con un avversario in più, proprio dal lato opposto del suo box: «Sapevo che Valentino Rossi in gara c'è sempre, per questo non ho mai pensato che fosse tagliato fuori dalla battaglia – chiarisce – Sono contento anche per lui, perché non è stato facile: nel Gran Premio è riuscito a dare quel qualcosa in più che non aveva trovato nei test. D'altronde avevo scommesso con un giornalista che il podio sarebbe stato questo: io, Dovizioso e Rossi. Ed è bello che ci siano due Yamaha quassù». La rivalità si è accesa, dunque, ma in squadra continua a prevalere l'armonia. Almeno per ora.