11 dicembre 2019
Aggiornato 10:00

Milan, le ultimissime a quattro giorni dal closing

A 96 ore dalla definitiva cessione dell’Ac Milan al consorzio cinese SES restano ancora diversi aspetti da chiarire: differenza di partnership tra investitori e finanziatori, l’effettivo ruolo dei due front man di SES Yonghong Li e David Han Li e la reale disponibilità finanziaria di Sino-Europe Sports. Cerchiamo di fare chiarezza.

MILANO - Cresce l’attesa tra i tifosi rossoneri. È una strana euforia quella che ha contagiato il popolo milanista, quel senso di trepidante esaltazione, quell’impaziente aspettativa che precede e poi accompagna i grandi cambiamenti. Malgrado un ottimismo sempre crescente sul positivo esito della trattativa, restano degli aspetti da chiarire e alcuni punti ancora misteriosamente oscuri: differenza di partnership tra investitori e finanziatori, la reale disponibilità finanziaria di Sino-Europe Sports, due Huarong coinvolte nell’operazione, transazioni della nuova economia 2.0 ancora indecifrabili, l’effettivo ruolo dei due front man di SES Yonghong Li e David Han Li. Cerchiamo, per quanto è possibile, di fare chiarezza.

Punto primo

Le due Huarong di cui sopra (China Huarong Asset Management e Huarong International Financial Holdings Limited) appartengono in realtà alla stessa famiglia - la seconda è una controllata della prima - e quindi non esiste alcun allarme dicotomico. 

Punto secondo

Per quanto vogliamo affannarci a cercare di scandagliare i più angusti meandri dell’universo economico e finanziario cinese non c’è verso di riuscire a svelare la lista completa degli investori all’interno di Sino-Europe Sports. Questo vuol dire che per la tanto attesa «disclosure» dovremo aspettare le firme sul closing, non un attimo prima. 

Punto terzo

Acclarato che la persona che dovrebbe ricoprire il ruolo di esponente di facciata della cordata cinese è il manager David Han Li, uomo che vanta esperienze di studi negli Stati Uniti e che ha avuto alcuni trascorsi calcistici nel Nord-Europa, resta ancora misterioso il profilo del numero uno di Sino-Europe Sport: Yonghong Li. Secondo Marcel Vulpis, direttore dell’agenzia stampa sporteconomy.it, «Sul 47enne imprenditore cinese, nato a Honk Kong e fondatore della finanziaria «Jie Ande», pende un passato recente sui mercati borsistici di Shanghai non particolarmente brillante. Ha aperto e chiuso negli ultimi dieci anni tre società (in diversi settori) a Hong Kong; è stato sanzionato dalla Shangai Stock Exchange (SSE) per la cessione «non dichiarata» di 53,6 milioni di azioni della Shangai Duolun Industry Co.; non è presente nella classifica Forbes dei 400 business-men più ricchi della Cina e ad oggi non ci sono evidenze concrete che possano certificare il suo reale stato patrimoniale, in termini di ricchezza consolidata negli anni».

Quarto aspetto

A bilanciare questa serie di informazioni tutt’altro che rassicuranti sul futuro cinese del Milan, ci sarebbe anche un quarto punto, emerso da una chiacchierata informale con una fonte molto vicina alla sponda italiana di Sino-Europe Sports. Un aspetto che è poi quello che dovrebbe interessare maggiormente i tifosi del Milan e perfino Mino Raiola che ancora aspetta di conoscere i nuovi proprietari prima di sottoporre al suo assistito Donnarumma il rinnovo di contratto: «I soldi ci sono e sono tanti». 

Ecco cosa ci è stato confidato. E questo è quanto.