15 ottobre 2019
Aggiornato 11:00

Alain Prost e Alex Zanardi, quelli che non credono nella Ferrari

Il quattro volte campione del mondo e la medaglia d'oro paralimpica si dicono scettici sulle possibilità di riscatto del Cavallino rampante: «Quando i regolamenti cambiano così tanto serve tempo, e la Rossa non ne ha avuto abbastanza»

ROMA – Per chi crede nelle possibilità di un riscatto Ferrari, come Sebastian Vettel ma anche Jacques Villeneuve, ci sono anche i più scettici. È il caso, ad esempio, di Alain Prost, oggi consulente della Renault ma con un passato (non troppo felice) di pilota proprio alla Scuderia: «Quando le regole e le macchine cambiano molto, come succede quest'anno, la Ferrari quasi sempre non è tra i primi – ha commentato il 61enne francese al quotidiano finlandese Ilta Sanomat – Per questo non credo che la Rossa e i suoi piloti abbiano reali possibilità in questa stagione. Credo che la situazione nel 2017 sarà equilibrata tra Mercedes e Red Bull».

Alex Zanardi
Alex Zanardi (Bmw)

Non ancora pronti
Il quattro volte campione del mondo non è l'unico a scommettere che Vettel non vincerà il titolo 2017. Anche l'ex pilota italiano di Formula 1, infatti, attende la presentazione della nuova monoposto di Maranello, fissata per domani, con comprensibile impazienza ma anche con realismo: «Non ho dubbi che gli uomini a Maranello siano estremamente motivati e desiderosi di riscatto rispetto a una stagione che ha sicuramente deluso le grandi aspettative che sempre si generano attorno al team del Cavallino – ha dichiarato la medaglia d'oro paralimpica al Corriere dello sport a margine della premiazione di Donna Sport a Milano – Però il problema è che in F1 la bravura è spesso sinonimo di mediocrità. Riuscire a vincere significa avere ragione di avversari che sono eccezionali da ogni punto di vista». Secondo Zanardi, nemmeno la rivoluzione regolamentare basterà a ribaltare i valori in campo: «Le organizzazioni che in questo momento mettono in campo Mercedes e Red Bull, francamente sono rodate, organizzate al meglio e consolidate negli anni, mentre all'interno di Ferrari ci sono state diverse rivoluzioni che non fanno mancare il materiale umano indispensabile per primeggiare. Perché talento ce n'è in abbondanza, ma tempo per lavorare assieme e diventare complementari l'uno all'altro può darsi che la Ferrari non ne abbia avuto ancora a sufficienza».

Niente supereroi
A loro e a tutti gli altri osservatori, anche illustri, che sottovalutano le chance del Cavallino rampante, prova a rispondere il presidente Sergio Marchionne: «Dal mese di agosto il nostro modo di lavorare è cambiato – ha sostenuto alla rivista tedesca Auto Bild – Stiamo investendo soldi e risorse nelle aree giuste. È vero che abbiamo perso un paio di ingegneri che non avremmo dovuto lasciare, ma questo può accadere in ogni squadra. Siamo abbastanza ben attrezzati da non avere bisogno di un supereroe che risolva i nostri problemi». Ma le parole non bastano più: la vera risposta arriverà domani, insieme alla nuova macchina.