10 dicembre 2019
Aggiornato 03:00

Pirelli festeggia 110 anni di corse, tra Formula 1, rally e Superbike

È andata in scena a Torino la cerimonia per l'anniversario della presenza del gommista milanese nel motorsport mondiale. Cominciò tutto nel 1907, con la vittoria del principe Scipione Borghese allo storico raid Pechino-Parigi

TORINO – «Arrivati per primi a Parigi, due sole ruote sostituite», recitava nell’agosto 1907 un telegramma inviato da Parigi a firma del principe Scipione Borghese, vincitore al volante della Itala gommata Pirelli del raid Pechino-Parigi con un vantaggio abissale su tutti gli altri concorrenti. Per quei tempi, per quelle strade, fu un risultato eccezionale, conseguito al termine di 16 mila chilometri massacranti per uomini, mezzi e pneumatici. Un’impresa che portò all’attenzione del mondo le doti di prestazione e sicurezza di un prodotto che di lì a poco si sarebbe fatto conoscere con il marchio della P lunga che oggi lo distingue in tutti i continenti.

110 anni di corse
Oggi Pirelli festeggia il suo 110° compleanno nel motorsport. Lo fa in uno scenario molto diverso da quello di allora. Da lungo tempo, ormai, le competizioni sono un palcoscenico di primaria importanza per l’auto e per la moto, per la tecnica e la tecnologia. L’azienda lo intuì già negli ultimi anni dell’Ottocento, quando il fondatore Giovanni Battista Pirelli riconobbe nelle gare motociclistiche un valido banco di prova per il prodotto stradale. Nei decenni, vittoria dopo vittoria e titolo dopo titolo, le corse si sono affermate per Pirelli come il massimo laboratorio di ricerca e sviluppo per i pneumatici stradali. Ecco perché si festeggia questa ricorrenza con una conferenza stampa ospitata dal Museo nazionale dell’automobile di Torino: un autentico monumento alle quattro ruote a cavallo di due secoli, nonché sede storica di quella Itala 35/45HP vincitrice a Parigi e che rappresenta l’inizio della storia da corsa di Pirelli firmata P lunga.

Museo sempre più Prestige
Dalla Itala del principe Borghese alla F1 con pneumatici più larghi in gara a partire dall’imminente Gran Premio d’Australia, gara inaugurale del Mondiale 2017: la collana di tesori su quattro e due ruote gommati Pirelli presente al Museo dell’Auto simboleggia i 110 anni di storia delle competizioni. Ma anche una finestra su un presente che vede le corse e il prodotto stradale legati in modo sempre più stretto. Una Porsche 911S Turbo e una Lamborghini Huracàn GT3 simboleggiano nel modo più efficace la contiguità fra il prodotto P Zero (da 30 anni nostro marchio iper-prestazionale) per la strada e per i circuiti. La Ducati del campionato mondiale Superbike rappresenta con i suoi pneumatici il motto «We sell what we race, we race what we sell», da anni manifesto di un prodotto che consente alle due ruote di volare in pista, ma che gli appassionati di tutto il mondo possono acquistare nei negozi per garantire massime prestazioni e sicurezza alle loro moto di tutti i giorni. È quest’ultimo il concetto alla base del Prestige Pirelli, che oggi gomma il 50% delle auto di questo segmento. Prestige è una filosofia: simboleggia la missione di Pirelli quale scelta ideale per le auto e moto più performanti, più affascinanti ed esclusive. I successi nelle competizioni a tutte le latitudini sono il biglietto da visita del prodotto che da oggi presentiamo nei nostri P Zero World. Negozi e centri di assistenza mirati alle esigenze specifiche ed esclusive della nostra clientela: il primo è da qualche mese attivo a Los Angeles; altri stanno nascendo in tutto il mondo.