8 marzo 2021
Aggiornato 07:00
Calcio - Serie A

Milan, a Bologna 3 punti e una lezione importante

Il successo prezioso contro il Bologna porta in dote anche un prezioso insegnamento tattico che mister Montella dovrà elaborare con attenzione. È bastato rigenerare la versione difensiva e sparagnina del Milan, forzata dalla doppia espulsione, per rivedere tutto il meglio mostrato dalla squadra ad inizio stagione.

MILANO - All’indomani di quella che è stata definita la «epic vittoria» del Milan, capace di espugnare il Dallara di Bologna in 9 uomini contro 11, per mister Montella è tempo di riflessioni.

In vista del big match con vista Europa, in programma lunedì sera allo stadio Olimpico contro la Lazio, sono tanti gli elementi da analizzare e i problemi da risolvere: dalla questione infortunati (alla lista già lunga dei lungodegenti di Milanello si è aggiunto ieri anche Alessio Romagnoli), al troppo nervosismo tra i rossoneri (con Paletta al suo terzo personale cartellino rosso e Kucka sono già nove gli espulsi in stagione, record tutt’altro che lusinghiero).

Indicazioni tattiche

Ma questione ancor più delicata è quella tattica, da qualche giorno sul tavolo dello staff tecnico del Milan sulla base di dati sempre più chiari. La crisi di risultati dei ragazzi di Montella è iniziata quando la squadra ha cambiato modo di giocare. Dall’inizio di dicembre il Milan ha dismesso quell’atteggiamento sparagnino - ma redditizio - che aveva portato il Milan al secondo posto ad un tiro di schioppo dall’invincibile Juventus, presentando una modalità di gioco più aggressiva e propositiva che però non ha garantito una crescita di risultati, tutt’altro. Il primo effetto di questa nuova versione del Milan è stato lo spostamento in avanti del baricentro della squadra di quasi 4 metri rispetto a prima, con una serie di conseguenze che adesso andremo ad analizzare.

La crisi difensiva…

Partiamo dalla fase difensiva. Con la squadra non più schiacciata dietro a difendere e ripartire, ma proiettata in avanti per offendere e costruire gioco, la linea dei quattro davanti a Donnarumma è costretta a coprire una zona di campo decisamente più ampia. Inevitabile quindi una maggiore esposizione agli attacchi degli avversari e alle brutte figura in cui soprattutto Paletta è incappato nelle ultime due gare contro Sampdoria e Bologna.

…e quella offensiva

Ma anche la fase offensiva, con questa versione così spregiudicata ne risente. Il problema più evidente è che la linea mediana di Montella non è all’altezza delle ambizioni del tecnico, non ha la qualità per far girare la palla con velocità e creatività come si dovrebbe fare per imporre il proprio gioco agli avversari. A pagare dazio sono quindi soprattutto gli attaccanti, chiusi nella morsa di difese chiuse e in difficoltà nella costruzione di palle gol in spazi strettissimi. 

Messaggio forte e chiaro

Ed ecco allora il messaggio forte e chiaro arrivato dalla partita di ieri a Bologna. È bastato rispolverare la versione difensiva, oculata, parsimoniosa del Milan, ieri forzata dalla contingenza di due espulsioni, per rivedere tutto il meglio mostrato dai rossoneri nella prima metà della stagione. Linee serrate, spazi chiusi agli avversari, spirito di squadra ai massimi livelli e praterie nella metà campo avversaria per le folate imperiose e geniali dei vari Suso, Delofeu, Pasalic, etc. etc.

Sarebbe interessante a questo punto sapere il pensiero in proposito di Vincenzo Montella. Per qualsiasi tipo di risposta basterà attendere qualche giorno: lunedì sera c’è la Lazio da affrontare: in palio un posto in Europa.