5 giugno 2020
Aggiornato 15:30
Una scelta d'amore per l'Italia

Antonio Giovinazzi? La Ferrari lo ha strappato alla Mercedes

Il giovane pilota emergente pugliese, che nel 2017 sarà terza guida della Rossa, non interessava solo a Maranello, ma anche alle Frecce d'argento. Che si sono già consolate opzionando il figlio d'arte Mick Schumacher

ROMA – Un doppio colpaccio. Con l'ingaggio di Antonio Giovinazzi come sua terza guida per la stagione 2017, non solo la Ferrari ha riportato un pilota italiano nell'orbita del circus della Formula 1 (mancava dal 2011, anno in cui il suo conterraneo pugliese Tonio Liuzzi disputò l'ultima stagione con la Hrt) e in particolare alla Ferrari (l'ultimo fu Giancarlo Fisichella, sostituto dell'infortunato Felipe Massa nel 2009), ma ha anche strappato alla concorrenza un ambitissimo giovane emergente, inseguito dai colossi tedeschi dell'automobile come Mercedes e Audi. Il retroscena è autorevole perché filtra dalle colonne di un giornale locale della sua zona, il Quotidiano di Puglia. La casa dei Quattro anelli lo seguiva dal 2015, quando lo chiamò a disputare al volante della sua Rs5 il weekend di gara in Russia del campionato turismo tedesco Dtm. Le Frecce d'argento, invece, erano state attirate, come la stessa Rossa, dai suoi ottimi risultati nella sua stagione di debutto nella categoria cadetta Gp2, impreziositi da cinque vittorie, di cui due (nella sua Monza e a Baku) rimontando dall'ultima posizione della griglia di partenza. Il team principal Toto Wolff e i suoi, stando alle indiscrezioni, avrebbero insistito non poco per convincere Giovinazzi, allora libero da vincoli con altri costruttori, ad unirsi al vivaio della scuderia tedesca. Ma, quando è arrivata la chiamata da Sergio Marchionne, Antonio non ci ha pensato due volte a salire sul treno per Lugano e incontrare il presidentissimo, con cui ha trovato l'accordo in un attimo. Far parte della squadra campione del mondo poteva essere uno scenario invitante, ma quella del 23enne di Martina Franca è stata una scelta d'amore verso il più famoso dei marchi italiani. Che ha fatto felici papà Vito, impiegato in un'azienda barese del settore della logistica, che lo mise su un kart alla tenera età di tre anni, e Cesare Fiorio, ex direttore sportivo della Ferrari che ha scelto come sua terra d'adozione la vicina Ceglie Messapica e ha preso in simpatia il talentino locale, consigliandone le più recenti mosse della sua carriera. «Ha il fuoco dentro come Schumacher – rassicura lui – Ha talento ma anche testa, mentre spesso nei piloti o c'è l'uno o l'altra».

Ma Schumi Jr sceglie la sua Germania
E, a proposito di Schumi, dopo essersi lasciata sfuggire Antonio Giovinazzi, la Mercedes ha subito rilanciato mettendo le mani su un altro promettente pilotino che interessava tanto anche alla Ferrari: Mick Schumacher, 17enne figlio del leggendario sette volte campione del mondo. Vicecampione in carica sia italiano che tedesco della F4, l'anno prossimo sarà promosso in F3 con i motori di Stoccarda, e il legame già stabilito con la casa teutonica è testimoniato dalla sua presenza sul palco della sede centrale di Sindelfingen per i festeggiamenti per l'ultimo titolo mondiale. «Mick è un grande ragazzo e un eccellente pilota – ha risposto Wolff alla Gazzetta dello Sport – La sua famiglia ci è nel cuore ma è giusto che si concentri sulla Formula 3. Se saprà far bene, tanti team gli metteranno gli occhi addosso e ci saranno anche quelli della Mercedes».

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