15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

Jorge Lorenzo accusa: «Gli avversari hanno voluto penalizzare la Ducati»

Por Fuera condivide il punto di vista dei vertici della sua squadra: la decisione di proibire le alette non è stata dettata da timori di sicurezza, bensì dalla volontà di togliere un vantaggio aerodinamico alla Desmosedici

Jorge Lorenzo in sella alla Ducati
Jorge Lorenzo in sella alla Ducati Michelin

ROMA – Fino a poche settimane fa, l'idea che la Ducati avrebbe dovuto abbandonare le sue famose alette, che le avevano consentito di guadagnare un notevole vantaggio sullo sviluppo aerodinamico della moto, poteva anche piacere a Jorge Lorenzo, che le invidiava da avversario alla Yamaha. Ma ora che Por Fuera è passato a Borgo Panigale, e dunque sarà lui a non poter più usufruire di quel vantaggio perché la Federazione ha deciso di proibirle, questo fatto gli va molto meno a genio. Così, il campione maiorchino parte all'attacco: la motivazione ufficiale (le ali sono state proibite perché pericolose per la sicurezza) non lo convince, anzi secondo lui dietro al cambio regolamentare si nasconde lo zampino dei team avversari, che avevano tentato di copiare questa soluzione ma senza mai raggiungere la sofisticazione della Rossa: «Se le alette avessero rappresentato davvero una preoccupazione per gli organizzatori in termini di sicurezza, le avrebbero proibite dalla seconda gara dell'anno – commenta Lorenzo al sito specializzato internazionale Motorsport – Il circuito del Montmelò è stato cambiato dieci minuti dopo il tragico incidente di Luis Salom, perciò come avrebbero potuto permetterci di correre con le alette se le avessero ritenute pericolose? Secondo me, hanno subìto l'influenza di alcuni costruttori che ha giocato un ruolo negli incontri».

L'opinione dei capi
Una tesi che Jorge condivide con i vertici della Ducati, dal direttore generale Gigi Dall'Igna, che più di una volta ha pubblicamente criticato questa decisione, al direttore sportivo Paolo Ciabatti: «Per quanto riguarda le alette, abbiamo lavorato sul lato aerodinamico di più degli altri, che ci hanno dovuto rincorrere in seguito – conferma quest'ultimo – E sono state proibite sulla base di inesistenti preoccupazioni sulla sicurezza. Ci sono stati tanti incidenti quest'anno e in nessuno di questi casi i piloti si sono infortunati per colpa delle ali. È chiaro che avevamo raggiunto un vantaggio competitivo perché le avevamo montate prima di chiunque altro, e sono state proibite proprio per toglierci quel vantaggio. Ma non basterà. Eravamo competitivi con le ali e lo saremo anche senza».