19 novembre 2019
Aggiornato 00:30

La rivelazione di Jenson Button: «Quella volta in cui potevo andare alla Ferrari»

Dopo il suo ritiro dalla Formula 1, il campione inglese svela un retroscena inedito della sua carriera: «Mi si presentò l'opportunità di andare alla Rossa ai tempi di Stefano Domenicali, ma preferii la McLaren. Peccato...»

Jenson Button
Jenson Button

ROMA – Dopo sedici anni di carriera, Jenson Button ha definitivamente salutato il mondo della Formula 1 lo scorso fine settimana con il Gran Premio di Abu Dhabi. Con due rimpianti. Il primo, aver dovuto appendere il casco al chiodo mestamente, al termine di due gare in cui non ha mostrato il lato migliore di sé: in Brasile è arrivato ultimo, sedicesimo («Il peggior weekend della mia carriera», lo definisce), e nella gara conclusiva si è addirittura ritirato dopo una manciata di giri. Il secondo, quello di non aver mai corso per la Ferrari: «Se mi si fosse presentata la situazione giusta, sì, ovviamente mi sarebbe piaciuto tantissimo guidare per la Rossa – ha rivelato in una lunga intervista a cuore aperto rilasciata all'ex team principal Eddie Jordan per il programma televisivo Top Gear – C'erano tre squadre per cui avrei voluto correre quando arrivai in F1 ed erano la Williams, la Ferrari e la McLaren, e ho guidato per due di loro. Mi si presentò l'opportunità di passare a Maranello ad un certo punto, ai tempi di Stefano (Domenicali, ndr), ma pensai che la McLaren fosse invece la scelta migliore». Un retroscena inedito, quello svelato dal campione inglese, che non era mai stato realisticamente accostato al Cavallino rampante neanche dal fantamercato piloti.

Rapporto difficile con Briatore
Quello che invece non è mai stato un segreto è l'ammirazione di Button per le grandi icone ferrariste del passato: «Amavo Alain Prost come pilota, era il mio eroe, ma quando lo guardavo correre ovviamente ero molto giovane – ha raccontato – La mia ispirazione è venuta decisamente da Michael (Schumacher, ndr). Essere in griglia di partenza con lui al mio esordio nel 2000 fu davvero incredibile». Parole decisamente meno elogiative, Button le riserva invece a Flavio Briatore, che fu suo team principal ai tempi della Benetton: «Corsi per lui nel 2001-2002 – ricorda – Ovviamente è un ottimo uomo d'affari, ma non ci siamo mai trovati quando lavorai con lui. Mi metteva davvero troppo sotto pressione: al Gran Premio di Montecarlo, per esempio, mi disse che riteneva che stessi cercando un appartamento da comprare piuttosto che concentrarmi a guidare la macchina. Gesti come questo non mi piacevano e certamente non aiutarono a migliorare il mio atteggiamento nei suoi confronti. Ma, ad essere onesto, ora il nostro rapporto è molto migliorato».