26 gennaio 2022
Aggiornato 08:30
Tra pilota e team si apre la crisi

Il ribelle Lewis Hamilton potrebbe pagarla cara: «Rischia il licenziamento»

La stampa inglese ipotizza che, per la sua disobbedienza agli ordini durante il GP di ieri ad Abu Dhabi, il tre volte campione del mondo potrebbe addirittura essere cacciato dalla Mercedes. Per il boss Toto Wolff «tutto è possibile»

La foto di gruppo dei piloti Lewis Hamilton e Nico Rosberg con tutto il team
La foto di gruppo dei piloti Lewis Hamilton e Nico Rosberg con tutto il team Mercedes

ABU DHABI – I primi due avvertimenti, la Mercedes li aveva indirizzati ai suoi piloti dopo i loro incidenti fratricidi in Spagna prima e in Austria poi. «Basta fare di testa vostra – aveva tuonato il team principal Toto Wolff, in due riunioni di crisi a porte chiuse – Da oggi in poi dovete seguire gli ordini della squadra, altrimenti...». E giù ogni sorta di minaccia sui provvedimenti che sarebbero stati presi dall'alto in caso di ulteriore disobbedienza. Ma Lewis Hamilton non deve aver preso troppo sul serio le parole del suo boss: infatti, quando il duello con Nico Rosberg è giunto alla resa dei conti, nell'adrenalina di una finale mondiale, il tre volte iridato non ci ha pensato due volte ad anteporre le sue ambizioni egoistiche al bene della squadra, facendo da tappo al suo compagno-rivale nella speranza (vana) che si facesse superare da qualche altra macchina e dunque sfuggire il titolo. E anche di fronte alle ripetute istruzioni via radio dei suoi tecnici al muretto, che lo invitavano ad aumentare il ritmo nel timore di non riuscire a vincere il Gran Premio, l'anglo-caraibico è andato avanti per la sua strada: «Sto perdendo il Mondiale, posso anche perdere la gara», ha risposto.

L'ira della Mercedes
Un'esplicita insubordinazione, insomma, che per Wolff è stata la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso: «L'anarchia non funziona in nessun team e in nessun'azienda – ha ruggito a caldo ai microfoni dei giornalisti – Mettere gli interessi del singolo davanti a quello della squadra significa minare l'intera struttura: è molto semplice. Dobbiamo valutare la situazione e trarne le dovute conseguenze. Tutto è possibile: da un cambio delle regole d'ingaggio per il prossimo anno, lasciando ancora più libertà ai piloti, ad una reazione più severa, perché abbiamo sentito che i nostri valori non sono stati rispettati. Non so ancora da che parte propenderemo, ci dormirò sopra e troverò una soluzione». Le Frecce d'argento, insomma, potrebbero concedere per una terza volta le attenuanti generiche della tensione e dell'agonismo al loro pilota e fargliela passare liscia. Oppure, al contrario, potrebbero optare per la linea dura, mettendolo di fronte al fatto che ignorare consapevolmente un ordine dei propri capi somiglia tanto a una violazione contrattuale. «Ci sono dei momenti in cui il team ti dice di fare una cosa e tu la devi fare, altrimenti ne subisci le conseguenze, contrattualmente parlandoha spiegato al Diario Motori una vecchia volpe delle corse come Cesare Fiorio, ex direttore sportivo della FerrariNon conosciamo i dettagli del loro contratto, ma di sicuro la squadra ha la possibilità di intervenire».

Multato o cacciato?
E le possibili sanzioni sono le più svariate: si va da una semplice multa in denaro allo spettro di una sospensione per uno o più Gran Premi. Fino alla più drastica e clamorosa di tutte: quella del licenziamento, un'ipotesi che oggi viene messa nero su bianco dal tabloid britannico Mirror. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane conosceremo la decisione della Mercedes. Intanto, una prima conseguenza ufficiale della rottura è già arrivata: Lewis Hamilton ha dato forfait ai test che si terranno domani ad Abu Dhabi, l'ultima occasione per i tre top team di provare le nuove gomme per il 2017. In compenso, il commento più signorile e pacato di tutti è arrivato dal suo compagno di squadra Nico Rosberg: «Non mi aspettavo che Lewis si comportasse così, forse sono stato un po' ingenuo – ha commentato il neo campione – Comprendo il punto di vista del team, che ha tenuto la stessa politica per tutto l'anno e non poteva cambiarla all'ultima gara, ma noi come piloti siamo in pista a lottare e capisco che lui abbia voluto tentarle tutte. Per me la cosa si chiude qui, non credo che ci sia bisogno di discuterne ancora».