15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

Sebastian Vettel non è più lo stesso: «È in crisi, potrebbe ritirarsi»

Falloso, nervoso, maleducato: il ferrarista è così diverso dal bravo ragazzo della porta accanto che era ai tempi della Red Bull. I troppi mesi senza vittorie lo hanno trasformato. Tanto che c'è chi inizia a ipotizzare il suo abbandono

Sebastian Vettel
Sebastian Vettel Ferrari

ROMA – Per la Federazione internazionale dell'automobile, il caso è chiuso: Sebastian Vettel non merita penalità per gli insulti rivolti al direttore di gara Charlie Whiting durante il Gran Premio del Messico. Eppure il dato di fatto rimane, incontestabile: il quattro volte iridato sembra sull'orlo di una crisi di nervi. Ormai da tempo la scarsa competitività della sua Ferrari gli ha fatto perdere la calma, insieme al suo classico sorriso da bravo ragazzo della porta accanto. Ma lo scorso weekend ha davvero superato ogni limite: in soli tre giorni ha prima dato dell'«idiota» a Fernando Alonso e dello «stupido» a Felipe Massa, rei di non avergli lasciato strada in pista, poi del «co...one» a Max Verstappen in piena battaglia, quindi come detto ha mandato a «fan...o» il capo dei commissari e, come se tutto questo non fosse bastato, ha chiuso violentemente la porta in faccia a Daniel Ricciardo che tentava di superarlo, beccandosi una penalità che gli è costata il podio. Pur non essendo in lotta per la vittoria, non si può certo dire che la grinta gli manchi, ma la lucidità spesso sì.

Un campione irriconoscibile
Insomma, il 29enne pilota tedesco sembra davvero trasformato dal momento difficile che sta vivendo a Maranello, dove si ritrova sempre più spesso battuto pure dal suo vicino di box Kimi Raikkonen. Tanto che perfino i colleghi che hanno lavorato a più stretto contatto con lui ai tempi della Red Bull stentano a riconoscerlo: «Non si comportava così, quando guidava per noi – sostiene il team principal Christian Horner – Ovviamente sta dando voce alla sua frustrazione, ve ne rendete conto tutti». «Alcune di queste cose le avevamo già viste da parte sua, ma negli anni scorsi non arrivava a questi livelli», gli fa eco il suo ex compagno di squadra Daniel Ricciardo. Un cambio di atteggiamento così drastico e repentino è sempre un brutto segnale, per un campione, anche perché rischia di lasciare strascichi a lungo termine a livello psicologico e di motivazione: «Sto iniziando a pensare che Sebastian Vettel non rimarrà in Formula 1 ancora per molto tempo – dichiara infatti Martin Brundle, ex pilota e storico commentatore televisivo – Ci è arrivato molto giovane, ha battuto ogni record di precocità. Ma quando lo guardo al lavoro oggi, mi sembra che abbia perso la sua energia». E c'è anche chi collega questo calo di tensione di Vettel al fatto che non ha ancora aperto le trattative per il rinnovo del suo attuale contratto che scade nel 2017: «Seb potrebbe semplicemente ritirarsi – afferma un addetto ai lavori del paddock che ha scelto di mantenere l'anonimato parlando con il quotidiano inglese Times – Ha vinto quattro titoli e non ha più nulla da dimostrare. Ed è un uomo che ama la sua famiglia e la sua privacy: non sopporta i riflettori, e potrebbe aver deciso di averne avuto abbastanza. Sarebbe un peccato, ma potrebbe farlo». Insomma, se la Ferrari non saprà mettere nel 2017 nelle mani del suo pilota di punta una monoposto in grado di restituirgli il gusto della vittoria, rischia seriamente di perderlo.