24 aprile 2019
Aggiornato 02:00
Il pilota della Ferrari sotto la lente dei commissari

Il «vaffa...» di Vettel potrebbe costargli caro: rischia la squalifica

La Federazione internazionale dell'automobile ha aperto un'inchiesta formale sugli insulti rivolti dal ferrarista al direttore di gara via radio, che violerebbero il regolamento. Se ritenuto colpevole, potrebbe essere sospeso per una gara

Sebastian Vettel nell'abitacolo della sua SF16-H
Sebastian Vettel nell'abitacolo della sua SF16-H ( Ferrari )

ROMA – A due giorni di distanza, la lunga coda di polemiche e di penalizzazioni del Gran Premio del Messico potrebbe non essersi ancora conclusa. Dopo le sanzioni inflitte a Max Verstappen per non aver lasciato strada a Sebastian Vettel e poi anche a quest'ultimo per aver chiuso la traiettoria a Daniel Ricciardo che tentava di superarlo, la Federazione internazionale dell'automobile sta valutando di infliggerne una terza, di nuovo all'indirizzo del ferrarista. Stavolta il presunto illecito commesso dal quattro volte campione del mondo riguarda la sua furibonda conversazione via radio (ma trasmessa anche in diretta in mondovisione) con l'ingegnere Riccardo Adami, pochi istanti dopo il taglio di chicane compiuto da Verstappen davanti a lui. Quando Seb si è reso conto che il giovane olandese non aveva nessuna intenzione di spostarsi e farlo passare, come prevede il regolamento in questi casi, ha perso la testa e ha iniziato a inveire prima contro il suo collega e poi addirittura contro il direttore di gara Charlie Whiting, che fino a quel momento non era ancora intervenuto: «Spostati, spostati, c...o – ha urlato Vettel – È un co...one, ecco quello che è. Voglio dire, sono io l'unico che lo vede o lo state vedendo anche voi? Mi sta solo bloccando per far rimontare Ricciardo. Sapete una cosa? Ecco il messaggio per Charlie (Whiting, ndr): vaffa...lo. Onestamente, vaffa...lo».

Sotto indagine
Queste espressioni particolarmente colorite hanno scatenato le proteste dei rivali della Red Bull nel dopo gara, mentre lo stesso pilota della Ferrari, resosi conto dell'errore, si recava immediatamente da Whiting per porgerli le sue scuse. Ma questo gesto di correttezza potrebbe comunque non bastare a risparmiare al teutonico una penalità. Il regolamento sportivo proibisce infatti esplicitamente sia «le condotte o gli atti fraudolenti che mettano a rischio l'interesse delle competizioni autmobilistiche» che «le parole, le azioni o gli scritti che causino danni morali alla Fia, ai suoi membri o ai suoi ufficiali». Al momento i federali non hanno ancora diramato alcun comunicato ufficiale, ma diverse testate specializzate internazionali danno per certo che la questione sia stata presa sul serio, con l'apertura di un'indagine formale. E se Sebastian Vettel dovesse essere ritenuto colpevole, andrebbe potenzialmente incontro a delle penalità molto gravi, che vanno da una semplice reprimenda a una multa fino alla possibile sospensione da una gara. Tanto che il tabloid inglese Sun sostiene che il pilota della Rossa rischierebbe seriamente di dover saltare il prossimo Gran Premio del Brasile.