3 aprile 2020
Aggiornato 22:30
Il campione maiorchino è proiettato al futuro

Jorge Lorenzo potrà salire sulla Ducati già da quest'anno

Trovato l'accordo con la Yamaha: Por Fuera sarà svincolato per due giorni a novembre, giusto in tempo per partecipare ai test dopo il Gran Premio di Valencia con la sua prossima scuderia. E intanto si informa sui loro risultati

Jorge Lorenzo sul podio del Gran Premio di Aragon
Jorge Lorenzo sul podio del Gran Premio di Aragon Michelin

ROMA – In casa Ducati il 2017 comincerà in anticipo. Per la precisione, già da novembre, dai fondamentali test della settimana successiva alla finale iridata di Valencia. Per Jorge Lorenzo, quella sarà la prima occasione per salire in sella alla Desmosedici, la moto che guiderà nella prossima stagione: «Il nostro lavoro di sviluppo procede come da programma – ha confermato il direttore sportivo Paolo Ciabatti al Corriere dello Sport – Il prototipo destinato al 2017 sarà pronto in tempo per il primo test all'indomani dell'ultimo GP della stagione, a Valencia. Avremo due moto, una per Dovizioso e l'altra per Lorenzo». La Yamaha, infatti, ha accettato di svincolare momentaneamente il suo pilota, sotto contratto con la casa dei Diapason fino a fine anno, per consentirgli di vestire la tuta rossa, anche se solo per due giorni. In compenso, avrà la possibilità di abbracciare, altrettanto anticipatamente, il suo sostituto Maverick Viñales, che le verrà prestato per le prove dalla Suzuki.

Risultati in calo per colpa delle gomme
Del resto, pur essendo ancora impegnato a pieno titolo nella corsa per il secondo posto in campionato con il compagno di squadra Valentino Rossi, non è un mistero per nessuno che Por Fuera abbia iniziato da tempo a pensare più che altro al suo futuro. In Austria, dove giunse terzo alle spalle di Andrea Iannone e Andrea Dovizioso, sembrava quasi più contento per la doppietta Ducati che per il suo podio. E a tutt'oggi, dopo aver tagliato il traguardo di ogni gara, una delle prime domande che pone ai suoi uomini riguarda i risultati della sua prossima squadra. Peccato che ultimamente riceva risposte tutt'altro che rassicuranti: come domenica ad Aragon, dove le due Rosse non sono nemmeno riuscite ad entrare nelle prime dieci posizioni, battute perfino dalla cenerentola Aprilia. È allarme? «No, la realtà è che siamo in difficoltà sulle piste a scarsa aderenza, guarda caso i circuiti spagnoli – chiarisce ancora Ciabatti – Abbiamo sofferto a Jerez, a Barcellona ed ora anche ad Aragon. Ed è facile dire che la classifica non rispecchia il nostro reale potenziale, ma è così. All'inizio della stagione abbiamo perso molti punti in alcune situazioni sfortunate, ma più di una volta siamo stati al comando di una gara, ad Assen, al Sachsenring; abbiamo vinto in Austria raggiungendo uno dei nostri obiettivi, e anche a Silverstone stavamo andando forte. Non abbiamo concretizzato, questo sì, ma non esiste alcun allarme tecnico o cose di questo genere. Il problema, semmai, è che abbiamo iniziato l'anno con una moto progettata per un certo tipo di pneumatico che dall'Argentina in poi è stato tolto di produzione. Detto questo, la Michelin si sta producendo in uno sforzo incredibile...». Sempre le gomme, insomma. Croce e delizia di questa MotoGP 2016, capaci di generare gare spettacolari e anche imprevedibili, ma anche grattacapi a non finire per molti team. E sempre dalle Michelin è nato anche il problema che ha colpito Dovizioso e Pirro ad Alcañiz: i loro pneumatici si sono consumati in modo troppo rapido e irregolare, provocando uno squilibrio generale del bilanciamento della moto e dunque anche notevoli e rischiose vibrazioni. Chissà cosa ne avrà pensato Jorge Lorenzo...

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