15 dicembre 2019
Aggiornato 08:00

Milan: da Montolivo a Josč Mauri, il paradosso del regista

Situazione grottesca al Milan: malgrado la disperata ricerca di un regista e l’ormai conclamata inaffidabilitą di capitan Montolivo, nessuno degli ultimi tre allenatori rossoneri punta su Josč Mauri e alla fine Galliani lo cede in prestito all’Empoli, dove l’italo-argentino č gią leader al suo esordio.

MILANO - Qual è il colmo per una squadra da anni alla disperata ricerca di un regista? Cedere in prestito l’unico vero playmaker presente in rosa e vederlo esplodere fin dalla sua prima apparizione con la nuova maglia. Alzi la mano chi non ha capito di cosa stiamo parlando. Troppo lampante il riferimento alle solite squinternate strategie di Adriano Galliani, amministratore delegato per la parte sportiva di una squadra, il Milan, costretta dai tempi dell’addio di Pirlo ad arrangiarsi sistemando nella posizione di regista una sfilza di centrocampisti adattati.

Rimpianto Josè Mauri

Un quadretto che assume toni addirittura grotteschi al pensiero che a Milanello già dall’anno scorso è arrivato a parametro 0 un ragazzino classe ’96 che può essere considerato a tutti gli effetti un ottimo vertice basso davanti alla difesa, l’italo-argentino Josè Mauri, un ragazzo capace di interdire con efficacia e far ripartire l’azione con rapidità di pensiero ed esecuzione.

Invisibile per 3 allenatori

Al Milan però nessuno dei tre allenatori che si sono succeduti negli ultimi 12 mesi sulla panchina rossonera, Mihajlovic, Brocchi e adesso Montella, ha mai deciso di puntare forte sull’ex Parma, tanto che alla fine della sua prima stagione nel club di via Aldo Rossi il suo bottino di presenze si è fermato a quota 10 (5 scampoli di partite in campionato e 5 in Coppa Italia).

Già leader a Empoli

Ovvio, con queste premesse, che Josè Mauri alla fine del mercato chiedesse la cessione per andare a giocare altrove. Cosa puntualmente avvenuta: passaggio all’Empoli in prestito secco e - miracolo dei miracoli - alla prima presenza con la maglia azzurra, subito il titolo di «man of the match» e applausi a scena aperta da critica e pubblico.

Tutto questo mentre a poche centinaia di chilometri Riccardo Montolivo si rendeva protagonista di una delle prestazione più oscene da quando indossa la maglia rossonera, con tanto di raffica di 4 in pagella e sconfitta più che meritata contro l’Udinese. Il segno dei tempi e della confusione che regna in casa Milan.