6 aprile 2020
Aggiornato 02:00
Obiettivo: ricreare lo squadrone iridato

Ducati richiama il capotecnico di Stoner: «Con Lorenzo siamo da titolo»

Cristian Gabarrini, che portò il Mondiale a Borgo Panigale con il Canguro e poi se lo riaggiudicò alla Honda con Marc Marquez, torna alla Rossa per lavorare con Por Fuera: «Pilota serio e veloce, per me è una garanzia».

Cristian Gabarrini nel box con Casey Stoner
Cristian Gabarrini nel box con Casey Stoner Ducati

BRNO – Dopo il ritorno alla vittoria, in Ducati è partita ufficialmente l'operazione titolo mondiale. O meglio, a dire il vero era già partita nell'aprile scorso, quando fu confermato l'approdo a Borgo Panigale a partire dal prossimo anno del campione del mondo in carica Jorge Lorenzo. Ma, come la Rossa ha dovuto imparare a sue spese, attraverso il fallimento del matrimonio con Valentino Rossi, un pilota solo, per quanto vincente, non basta: bisogna costruirgli attorno uno squadrone all'altezza. A partire dalla figura più delicata, incaricata di fare da tramite tra chi mette a punto la moto e chi deve guidarla in pista: il capotecnico. Rimasto alla Yamaha quello che da anni lavora con Por Fuera, Ramon Forcada, la Ducati doveva ingaggiarne un altro. E la scelta è ricaduta su un grande ex, Cristian Gabarrini. D'altra parte, se l'obiettivo è quello di tornare ai fasti dell'epoca di Casey Stoner (il primo e unico ducatista a vincere un'iride, ma anche l'ultimo ad aggiudicarsi un GP fino all'impresa di domenica scorsa firmata Andrea Iannone), chi si poteva trovare di meglio del suo storico capotecnico?

Con Jorge Lorenzo c'è già feeling
La conferma ufficiale del contratto siglato con il 44enne di Senigallia è arrivata proprio nel corso del weekend di Brno. La casa italiana lo ha strappato alla Honda, dove era approdato a traino di Stoner per poi seguire Marc Marquez e fino ad oggi un altro australiano, il giovane Jack Miller. «In Ducati ho lasciato amici veri e sono molto contento di tornare – racconta alla Gazzetta dello Sport – Lasciare Hrc è difficile, è l’azienda più ambita, ma in certi momenti devi mettere tutto quel che c’è sul tavolo e valutare freddamente. E Lorenzo è stato la discriminante. Va detto che Jorge mi cercò due anni fa per andare in Yamaha, ma la cosa allora non andò in porto». Gabarrini a lavorare con i grandi campioni (e a portarli alla vittoria) ci è abituato: «Stoner e Marquez sono stati, o sono, due piloti fortissimi. Così diventa più facile». E con Por Fuera sembra essersi già creato un certo feeling, per quanto a distanza: «A me non piacciono i caratteri super esuberanti e festaioli, forse per questo sono sempre stato bene con Casey – spiega – Valuto il pilota come tale: deve andare forte e saper fare il suo lavoro, e su Jorge non ho dubbi. È veloce almeno quanto Iannone e Dovizioso, anche di più: con lui sarà una Ducati da titolo. Per me è un onore. Ma non ci ho ancora parlato. Non è il momento di pensare al futuro, soprattutto per Jorge».

Di nuovo insieme a Casey Stoner
Oltre a riabbracciare i suoi vecchi colleghi, Cristian a Bologna ritroverà anche il suo pupillo Casey Stoner. Che non ha mai dimenticato: «Lo reputo Stoner il più grande che abbia mai visto nel paddock. Mi piace l'idea di ritrovarlo. Mi piace questa cosa. Lo vedo molto entusiasta. È un collaudatore di lusso, il più veloce sulla faccia della terra ed è dotato di una sensibilità sopraffina. Non ci sentiamo spesso, ma non lo abbiamo mai fatto. Non è la frequenza a fare il livello del rapporto. Ci siamo parlati a lungo anche a Zeltweg, i rapporti sono sempre stati ottimi. E quando ha saputo che tornavo ha fatto solo un gran sorriso. Con Casey vale più di mille parole».

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