2 dicembre 2020
Aggiornato 20:00
«Voglio l'Europa»

La promessa di Donnarumma: «Al Milan a vita»

Il giovane fenomeno del calcio rossonero giura amore eterno al club di via Aldo Rossi, ma sul suo futuro aleggia lo spettro inquietante della presenza di Mino Raiola, campione mondiale di trasferimenti eclatanti (vedi il prossimo caso Pogba).

MILANO - «L’idea di rinnovare mi piace molto e mi piace anche pensare a un rapporto col Milan duraturo negli anni. Concettualmente sono uno che non ha problemi al pensiero di fare tutta la carriera nello stesso club. E siccome sono da sempre tifoso rossonero, dico anche che la fascia da capitano sarebbe un sogno, il coronamento di un percorso. Ovviamente, ogni cosa a suo tempo». Parole importanti che hanno avuto l'effetto di uno shock termico: scaldare il cuore - intirizzito dalle disdicevoli vicende societarie e di mercato delle ultime settimane - di tutti i tifosi rossoneri. Anche perché a pronunciarle alla Gazzetta dello Sport è stato Gianluigi Donnarumma, per gli amici Gigio, l’unico vero fenomeno attualmente di stanza a Milanello.

«Voglio l’Europa»
Il ragazzino - non dimentichiamo che ha appena compiuto 17 anni - parla ormai con una maturità da leader consumato e la sua analisi della pessima stagione appena conclusa è un compendio del Donnarumma-pensiero: «Quest’anno vorrei non rivedere i cali di concentrazione del passato campionato. Ma non ci possiamo nascondere, iniziamo a raggiungere l’Europa, poi vediamo quale Europa sarà. Dico solo che il Milan fuori dalle coppe non si può vedere. La concorrenza sarà dura, ma il Leicester ci insegna alcune cose… E poi in panchina c’è mister Montella, da lui sto ricevendo ottime impressioni, ha tanta voglia e ci troviamo tutti bene. È l’allenatore giusto per ripartire».

Attenti a Mino
C’è solo una cosa che attualmente ha il potere di turbare la serenità del popolo rossonero quando si parla del futuro del baby prodigio del calcio mondiale: la presenza inquietante di Mino Raiola a curare gli interessi di Donnarumma. L’esperienza ci insegna che l’ex pizzaiolo italo-olandese è un fenomeno a spostare i suoi assistiti, incrementando in maniera esponenziale prezzo del cartellino, ingaggio e conseguenzialmente i propri guadagni. L’unica speranza è che la volontà di Gigio sia più forte delle ambizioni del suo procuratore. Solo così Gigio potrà coronare il suo sogno di chiudere la carriera al Milan e indossare a pieno titolo la fascia di capitano che fu del suo idolo e grande amico Christian Abbiati.