10 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Addio Mercedes, ora la Ferrari deve aver paura della Red Bull

Nel disastroso GP di Silverstone non solo la Rossa si è allontanata dai campioni del mondo, ma è finita anche dietro alle lattine. Non perché gli avversari siano migliorati, ma perché il Cavallino rampante non ha corso come sa

La Ferrari di Kimi Raikkonen dietro alla Red Bull di Max Verstappen a Silverstone
La Ferrari di Kimi Raikkonen dietro alla Red Bull di Max Verstappen a Silverstone Red Bull

ROMA«Ora la principale rivale della Mercedes si chiama Red Bull. E sarà così anche nel 2017, anche se per il bene della Formula 1 preferirei che fosse la Ferrari». È il patron della Formula 1 in persona, Bernie Ecclestone, a certificare l'impressione che ormai tutti gli osservatori avevano gradualmente maturato negli ultimi Gran Premi. «Sergio Marchionne sta facendo un super lavoro – chiarisce ancora Mister E al settimanale tedesco Bild am Sonntag – ma ha troppe altre questioni per la testa. Per riportare la Ferrari alla vittoria bisogna concentrarsi sette giorni alla settimana, 24 ore su 24. Non ho nulla contro Maurizio Arrivabene, ma è un personaggio molto diverso da Marchionne».

Il riscatto in Ungheria
Tanto che, perfino dopo la debacle di Silverstone, peggior gara della stagione in termini di risultati per il Cavallino rampante, dai commenti del team principal non traspare una presa d'atto dei problemi e degli errori. Al contrario, il manager bergamasco continua a manifestare un ottimismo sempre più difficile da giustificare: «Gli ottimi risultati della Red Bull sono buoni per la Formula 1, per la competizione, per lo spettacolo – afferma Arrivabene – Ma io penso ancora che il nostro obiettivo sia la Mercedes, non la Red Bull. In questa fase della stagione non sarebbe giusto dire che ci arrendiamo. Non siamo nemmeno a metà stagione, ovviamente la battaglia non è finita. Ma non nascondo il fatto che, per tenere vivo questo sogni, dobbiamo riprendere il controllo di alcune questioni. Dobbiamo restare concentrati, specialmente in questi momenti di problemi e di sfortuna. E sperare che si risolvano e che cominciamo a migliorare». In questo senso, la gara di domenica prossima in Ungheria rappresenterà un esame di riparazione senza appello. Il lento e tortuoso circuito dell'Hungaroring si è sempre ben adattato alle monoposto rosse. Sarà così anche quest'anno? «Lì sapremo dove ci troviamo veramente e se Silverstone è stata solo un'eccezione – prosegue il boss della Scuderia – Non ci possiamo permettere un'altra sconfitta. Il primo obiettivo è di rimetterci alle spalle la Red Bull, solo dopo potremo attaccare la Mercedes».

Sebastian Vettel rientra ai box sotto il diluvio del GP di Gran Bretagna
Sebastian Vettel rientra ai box sotto il diluvio del GP di Gran Bretagna (Ferrari)

Crescita Red Bull o calo Ferrari?
Un imperativo che anche Sebastian Vettel, che con il team delle lattine vinse quattro titoli mondiali, ha ben presente: «Vogliamo vincere – esclama il pilota tedesco – Non mi interessa cosa accade dietro, finché la Red Bull rimane dietro. Il GP di Gran Bretagna è andato bene per loro, mentre per noi no, ma è stata l'unica gara dell'anno in cui il nostro passo è stato inferiore al loro. Sono piuttosto fiducioso che le cose torneranno ad apparire diverse tra due settimane. E questa non è una scusa». Anche per lui, l'appuntamento è dunque fissato in Ungheria: «Una pista completamente diversa, con condizioni diverse. Ma da questo weekend dobbiamo imparare molto. In generale, tutti stanno migliorando: noi, come i nostri avversari. E questo weekend è stato un passo indietro per noi in termini di competitività, non un passo avanti per la concorrenza». Come a dire che questa Red Bull, dopotutto, non è così imbattibile. Sta alla Ferrari ricordarsi come si fa a batterla. Tornando a correre come sa.