20 ottobre 2019
Aggiornato 05:30

Caos Milan: slittano le firme con i cinesi e rispunta Mr. Bee

Con un comunicato, tanto inatteso quanto poco gradito, è tornato a farsi vivo Bee Taechaubol, proprio alla vigilia della firma tra Fininvest e i nuovi investitori cinesi che purtroppo slitta ancora di qualche giorno. Nessun nesso tra le due cose, anzi: stavolta il ritardo non è dipeso dalle indecisioni di Berlusconi ma da piccoli dettagli burocratici.

MILANO - Che questi primi giorni di luglio potessero rivelarsi estremamente delicati per il futuro dell’Ac Milan era stato messo in conto, ma così è davvero troppo. Nemmeno il tempo di metabolizzare l’esternazione inattesa e deflagrante del presidente Berlusconi a proposito della sua decisione definitiva di cedere alla misteriosa cordata cinese, ed ecco arrivare nel breve volgere di poche ore due clamorosi aggiornamenti che potrebbero sparigliare completamente le carte sul tavolo della cessione del club rossonero: da una parte la notizia che la firma tra Fininvest e i nuovi investitori asiatici, prevista tra il 12 e il 14, slitterà ancora di almeno una settimana; dall’altro il ritorno sotto i riflettori di Bee Taechaubol con un comunicato che ha avuto quanto meno il potere di destabilizzare i tifosi del Milan.

Mr. Bee: «Non è tardi per me»

Partiamo dalle parole di Mr. Bee. Chi si domandava che fine avesse fatto il broker thailandese adesso è servito: «Non sono mai scomparso da questa trattativa. Certo, da quando è stata siglata da Fininvest un’esclusiva con un altro consorzio, sono rimasto rispettosamente in attesa. Ma dal dicembre 2014 il mio impegno per chiudere un accordo per acquistare parte dell’Ac Milan non si è mai interrotto. Ed ora, a pochi giorni dalla fine di questa esclusiva, vorrei far sapere ai tifosi del Milan che esiste un’altra possibilità. Che Berlusconi può tenersi il Milan e restarne alla guida».

Boom, una specie di bomba a orologeria lanciata fin dentro i cancelli di Arcore che potrebbe esplodere da qui in avanti in qualsiasi momento. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta: «Ci sono gruppi e persone fortemente interessate ad aiutarmi in questo accordo. Lo dimostra il fatto che sono stati loro a chiedere di poter entrare in questa trattativa. Il Milan ha un grande appeal in Cina. È tardi? Questi mesi e questa trattativa mi hanno insegnato che c’è sempre una possibilità». 

Gli investitori di Taechaubol

Si, ma Berlusconi che dice in proposito? «Sono mesi che non sento direttamente il presidente, ma i contatti con Fininvest non si sono mai interrotti fino alla sigla dell’esclusiva con un altro consorzio. La storia di questa trattativa è lunga e complessa. Quella che gli avevo prospettato un anno fa era di sicuro la soluzione preferita da Berlusconi. Però gli investitori che mi appoggiavano si sono tirati indietro. Ho dovuto cercare così altri partner e non è stato facile anche a causa della concomitante crisi delle borse asiatiche. Ma adesso ci sono, sono solidissimi e pronti ad investire. ZHJ Capital e Parantoux Capital, fondi cinesi costituiti da grandi banchieri ed investitori che lavorano a stretto contatto con il principale fondo della Cina di proprietà del Ministero delle Finanze. Quando hanno saputo che Berlusconi era pronto a vendere la maggioranza mi hanno contattato dicendosi disponibili a fornirmi i capitali per una nuova offerta, anche per la minoranza. Ripeto, credo che sia la soluzione migliore per il Milan».

Il programma di Mr. Bee

Mr. Bee non molla e rilancia: «Questa la mia offerta. Acquisto del 48% della società. Immediato stanziamento di 100 milioni per questa sessione di calciomercato e, minimo, altri 100 milioni ogni anno di introiti frutto degli accordi commerciali per i quali ho già una struttura ed un business plan pronti non solo in Cina ma in tutta l’Asia. Ma ci sono altri due punti di forza nel mio progetto: la quotazione in borsa della società entro due anni come avviene per i grandi club ed il programma voluto anche dal Governo cinese che porterà il calcio nelle scuole di tutto il paese, da decine di milioni di praticanti con il brand Milan. Berlusconi resterebbe presidente e guida della società, continuando ad occuparsi della squadra come ha fatto con grande successo in questi 30 anni e come avevamo concordato lo scorso agosto. Non dimentichiamo che è stato lui a portare il Milan ad essere la squadra più titolata al mondo. Sono pronto a venire a Milano alla scadenza dell’esclusiva e chiudere l’accordo in due settimane».

Ecco cosa succederà

A questo punto però vale la pena fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto l’ennesimo slittamento delle firme con i cinesi non è dipeso dalla volontà di Berlusconi, né tantomento sembra che il presidente rossonero sia intenzionato a lasciarsi irretire nuovamente dalle chiacchiere seducenti ma ancora una volta poco concrete di Taechaubol. Il ritardo è imputabile ai nuovi acquirenti e alla necessità di mettere a punto alcuni piccoli dettagli prima di apporre le firme al contratto di vendita e a quel punto chiudere definitivamente i giochi.

L’obiettivo di tutti è farlo in fretta anche perché fino a quel giorno il mercato rossonero può considerarsi del tutto paralizzato, con Galliani a correre su e giù nel tentativo di bloccare questo o quel giocatore, ma assolutamente impossibilitato a concludere qualsiasi trattativa. E intanto Pjaca va alla Juve, Witsel al Napoli e al Milan resta solo Lapadula.