23 gennaio 2020
Aggiornato 04:00
Calciomercato-Milan

Milan, ecco il perché dell’annuncio di Berlusconi

L’inattesa, per tempi e modalità, ufficializzazione dell’ormai imminente cessione del Milan ai cinesi, ha avuto come immediata conseguenza un notevole impulso alle trattative impostate fin qui a fatica da Adriano Galliani.

MILANO - Le parole di Silvio Berlusconi, pronunciate all’uscita dell’Ospedale San Raffaele dove esattamente 21 giorni fa aveva subito un delicatissimo intervento al cuore, hanno avuto il potere di scuotere dalle fondamenta l’intero mondo del calcio. Non che la notizia abbia sparigliato le carte in tavola, ma l’indecisione presidenziale fin qui evidenziata autorizzava legittimi dubbi anche tra i più incrollabili e fiduciosi appassionati.

A lasciare perplessi gli osservatori è stato il modo scelto dall’ex premier per dare una comunicazione così destabilizzante: pallido, smunto, emaciato, claudicante e - naturalmente sofferente, Berlusconi ha scelto l’ingresso di una struttura ospedaliera, anziché la gloriosa sala dei trofei di Casa Milan, per l’annuncio che cambierà la storia del Milan.

Impulso alle trattative

La vera ragione di un’uscita tanto inattesa è da ricercarsi nell’innaturale blocco del mercato rossonero, paralizzato da una situazione epocale che però tende ad andare troppo per le lunghe. Le difficoltà riscontrate finora da Adriano Galliani nell’approcciare trattative con gli obiettivi del nuovo tecnico Montella, devono aver convinto Silvio Berlusconi a dare un’accelerata alle operazioni ed in pratica ufficializzare un passaggio di proprietà che di fatto ha detto in poco tempo uno straordinario impulso alla campagna acquisti rossonera.

Quanti nomi per il Milan

Ed infatti nelle ultime ore, grazie alla confidenza svelata dal presidente milanista, i famosi «400 milioni messi a disposizione dei cinesi per il mercato nei prossimi due anni», sono saliti alla ribalta tutti quei nomi che fin qui non erano stati fatti dagli operatori di mercato per oggettiva impossibilità: Borja Valero, Musacchio, Tah, Kovacic,  Rugani, Pjaca, Pellè, Gabbiadini, fino addirittura a Marco Verratti, il talento del Paris Saint Germain pure lui accostato al nuovo Milan asiatico del post-Berlusconi.

Ora Adriano Galliani, con la decisione del presidente rossonero di voler vendere ai cinesi comunicata ufficialmente alla stampa, avrà di sicuro maggior agio nell’imbastire trattative ed avere l’attenzione di presidenti di società, procuratori e calciatori. Esattamente tutto il contrario di quanto avvenuto nell’ultimo quinquennio. E già questa può essere considerata una svolta.