7 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

La promessa di Berlusconi: «Vendo ma faccio io il mercato»

Le dichiarazioni di apertura del presidente del Milan verso i nuovi acquirenti cinesi lasciano in realtà un velo di inquietudine tra i tifosi rossoneri. La conferma che saranno Berlusconi e Galliani a fare il mercato è per il club di via Aldo Rossi un’autentica iattura.

MILANO - Se c’è una cosa per cui i tifosi rossoneri si augurano una pronta cessione del Milan alla cordata cinese è la speranza di liberarsi dal cappio soffocante dell’attuale dirigenza. Ormai non c’è bisogno di ulteriori controprove: da ormai un quadriennio la premiata ditta Berlusconi-Galliani, dopo anni felici di trionfi e successi a ogni latitudine, si è rivelata incapace di dare un senso compiuto alla squadra e porre le fondamenta per la costruzione di un progetto di rilancio indispensabile.

«Resto io a fare il mercato»

Ebbene le recenti parole di Silvio Berlusconi, pronunciate prima a Porta a Porta, poi in rapida successione a Telelombardia, hanno avuto il potere di gettare un velo di inquietudine su tutta la faccenda, lasciando interdetto il popolo milanista: «La condizione per vendere è che io rimanga per almeno 3 anni come presidente. Vediamo se questi cinesi sono le persone serie che si sono presentate da me e se vorranno mettere nero su bianco la volontà di investire ogni anno nel Milan. Chiunque arriverà però non avrà mano libera perché hanno chiesto a me di restare e di fare il mercato».

Ancora Raiola e Preziosi  

Ecco la mazzata. Se anche le parti riuscissero a trovare un’intesa per la cessione rapida del 70% del pacchetto azionario dell’Ac Milan alla cordata cinese di cui Sal Galatioto è il portavoce, comunque sarebbe la premiata ditta Berlusconi-Galliani a preoccuparsi di costruire la squadra per la prossima stagione. Un’autentica iattura per i tifosi rossonero. Questo vorrebbe dire ancora Brocchi in panchina, ancora affari con i soliti procuratori, ancora Preziosi a trattare sotto l’ombrellone di Forte dei Marmi con l’ad di Casa Milan, ancora Raiola a fare il bello e il cattivo tempo a Milanello, ancora acquisti a caso, sperperi insensati, mancanza di programmazione e improvvisazione fatta ad arte.

Urge un repulisti generale

Ora che Milano, sponda Milan, è uscita completamente dalla mappa del calcio europeo dopo un triennio di fallimenti e delusioni in serie, non proprio una maniera incoraggiante per ripartire. La speranza è che questi fantomatici imprenditori cinesi capiscano al volo che l’errore più grave che potrebbero compiere da nuovi proprietari dell’Ac Milan è lasciare l’attuale dirigenza a continuare a fare disastri. Questo club ha bisogno di aria nuova a tutte le latitudini, da società alla squadra, passando per lo staff tecnico e sanitario. Un repulisti generale, ecco cosa ci vuole. E pazienza se Berlusconi dovesse restarci male. Ne va del futuro di quello che una volta era il club più titolato al mondo. Per il numero uno rossonero un ruolo da presidente onorario - senza alcun potere decisionale - può bastare e avanzare.