18 giugno 2019
Aggiornato 16:30

Crolla il Milan di Brocchi, ora Berlusconi sarà contento

Ancora un passo falso dei rossoneri, stavolta però letale perché consente al Sassuolo il sorpasso al sesto posto che di fatto esclude il Milan dall’Europa, a meno di una clamorosa vittoria contro la Juve in Coppa Italia. E inizia a serpeggiare il dubbio che la scelta a Milanello sia voluta.

MILANO - And the winner is: «Berlusconi in totale confusione: richiamato Iachini per la panchina». L’aspetto più piacevole in momenti di crisi come quello vissuto in questo momento dal Milan è scoprire quanto umorismo siano capaci di tirare fuori gli affranti supporter rossoneri in questo stato di delirio generale. L’indecoroso pareggio casalingo 3-3, rimediato contro il Frosinone grazie ad un rigore a dir poco generoso concesso dall’arbitro Massa al 92’, ha avuto il potere di scoperchiare il vaso di Pandora e tirare fuori tutto il meglio - in alcuni casi anche il peggio, a dirla tutta - di un popolo ancora non rassegnato a soccombere di fronte alle continue disgraziate scelte prese dalla società nell’ultimo quinquennio.

Calcio e politica
Nel mirino naturalmente il presidente Berlusconi, sempre più oggetto di derisione, mai però così giustificata. A rendere tutto più difficile per il presidente del Milan, anche la situazione politica, presa a pretesto da alcuni tifosi sul web per infierire sull’imperatore di Arcore, un po’ come sparare sulla Croce Rossa: «Brocchi come Bertolaso, rende l’idea», oppure «Mi giocherei la carta Bertolaso in panchina», o ancora «Quindi ora Marchini a Milanello?».

La parabola di Silvio
La triste verità è che Silvio Berlusconi sta indubbiamente vivendo uno dei momenti più difficili della sua vita, schiacciato da pressioni insostenibili sia a livello politico che calcistico. Il segnale probabilmente inequivocabile che la sua carriera su entrambi i fronti sia definitivamente volta al termine, malgrado da Arcore si faccia una gran fatica ad accettare questo nuovo stato delle cose.

L’autolesionismo di Berlusconi
E così mentre da una parte Salvini e la Meloni stanno praticamente facendo terra bruciata attorno al leader di Forza Italia, sul fronte Milan Berlusconi sta facendo tutto da solo. La sua ultima decisione, il licenziamento di Mihajlovic a sei giornate dalla fine e la promozione dell’ennesimo allenatore esordiente sulla panchina rossonera, ha fatto drammaticamente precipitare la situazione e adesso l’ex club più titolato al mondo deve tentare un’improbabile rimonta sul Sassuolo (avessi detto il Real Madrid) per tentare di agguantare un imbarazzante sesto posto che quanto meno garantirebbe al Milan i preliminari estivi di Europa League.

Pericolo preliminari
Un’opzione che potrebbe aver terrorizzato molti dei calciatori di stanza a Milanello, visto che così ci sarebbe il rischio di iniziare la prossima stagione già a giugno per partire con i primi match ufficiali a luglio. Con gli Europei e la Coppa America in calendario, molti rossoneri rischierebbero di non fare neppure un giorno di vacanza, oltre al fatto che lo stesso Milan si ritroverebbe a disputare i primi turni eliminatori della competizione continentale senza molti dei suoi migliori calciatori impegnati con le rispettive nazionali.

Resta solo la Juve
Logico allora venire sfiorati dai cattivi pensieri: ma non sarà che la decisione presa - chissà quanto inconsapevolmente - da società e calciatori milanisti è quella di evitare a tutti i costi il sesto posto e tentare il tutto per tutto nella finale di Coppa Italia contro la Juventus? In caso di vittoria, infatti, il Milan accederebbe direttamente ai gironi di Europa League, evitando quindi l’inferno dei preliminari a luglio. Il problema è che all’Olimpico ci sarà di fronte una Juventus famelica, per nulla disposta a lasciare qualcosa per strada. E allora, cinesi o no, prepariamoci ad un altro anno senza il Milan nelle coppe, ormai una disdicevole abitudine. Una triste eventualità per cui qualcuno dovrà alla fine pagare.