25 settembre 2021
Aggiornato 04:30
Calcio | Milan

Brocchi come Inzaghi: «Critiche immotivate»

Le conferenze stampa del neo allenatore del Milan sembrano ricalcare quelle dello scorso anno ai tempi di Pippo Inzaghi. Difendere l’indifendibile, ecco il motto a Milanello. Quanti rimpianti per Mihajlovic: anche con il serbo la squadra giocava male, ma almeno non c’era nessuno disposto a giustificarla.

MILANO - Ad ascoltare le conferenze stampa di Cristian Brocchi, sia nei post-partita (ed è più comprensibile) sia nei pre-partita, si rischia di andare totalmente in confusione. Com’è possibile che una persona intelligente come il neo allenatore del Milan - perché nessuno mette in dubbio le facoltà intellettive dell’uomo Brocchi - riesca ad affermare con cotanta convinzione delle teorie così assurde da suscitare ilarità e perfino un pizzico di tenerezza nei tanti osservatori neutrali?

I passi avanti con il Frosinone
Dopo averlo sentito farneticare di presunti miglioramenti della squadra e di evidenti (?) passi in avanti dei ragazzi nel post Milan-Frosinone, tutti ci siamo guardati negli occhi domandandoci esterrefatti: «Ma ci è o ci fa?». La giustificazione che però tutti abbiamo voluto dare al giovane mister rossonero è che esternazioni surreali fossero imputabile all’adrenalina del match ancora in circolo e al comprensibile stato di tensione psicofisica al termine dello sclerotico 3-3 interno contro i frusinati.

«Che reazione!»
Quello che però si è presentato davanti ai taccuini dei colleghi alla vigilia di Bologna-Milan non era un tecnico stravolta dallo stress della partita, ma una persona tranquilla, pacata e sorridente che con tutto il savoir faire che gli riconosciamo è stato capace di regalare perle di saggezza che resteranno nella storia: «Secondo me col Frosinone, al di là della partenza negativa, ci sono stati passi in avanti. Abbiamo subito gol a freddo, abbiamo sbagliato un rigore e dopo il 2-1 abbiamo subito un altro gol. La squadra però ha reagito, altrimenti non recuperi un 3-1 e rischi di vincere la partita».
Tutto giusto mister Brocchi, peccato che di fronte ci fosse il Frosinone, non il Bayern Monaco, che il pareggio sia arrivato in pieno recupero grazie ad un rigore inesistente e che recenti ultime partite contro le tre ultime del campionato, il suo Milan è riuscito a rimediare appena 2 miseri punticini. Facendo così sfumare quasi definitivamente il sesto posto e l’opportunità di entrare in Europa League (pur se dai preliminari) anche in caso di sconfitta contro la Juventus nella finale di Coppa Italia.

«Critiche a prescindere»
Niente, mister Brocchi non ci sta e insiste sulla sua linea: «Il presidente Berlusconi lo sa, per questo mi difende. Con 11 occasioni, 20 tiri e 75% di possesso palla qualcosa è stato fatto. Purtroppo i risultati condizionano le valutazioni delle singole partite, invece io da voi sento solo critiche a prescindere e attacchi senza logica. Certo, abbiamo pareggiato 3-3 col Frosinone e non va bene, ma qualcosa di buono si è visto. Ai miei ragazzi non posso rimproverare nulla». 

Il rimpianto di Sinisa
Sarà, ma nessuno sembra prendere troppo sul serio le parole di Cristian Brocchi. I suoi goffi tentativi di difendere una squadra indecorosa rischiano di minare la sua credibilità. Un po’ come è successo al povero Pippo Inzaghi, schiacciato sotto un giogo troppo pesante per lui, di cui ormai si ricordano solo le sue celebri conferenze stampa, passate alla storia per il buffo e a volte ridicolo tentativo di difendere l’indifendibile.
Allora vivaddio Sinisa Mihajlovic. Anche sotto la guida del serbo i giocatori del Milan hanno spesso offerto prestazioni ai confini dell’indecenza, ma almeno poi non c’era nessuno disposto a difenderli contro la logica e il buon senso. Da questo punto di vista Brocchi ha ancora molto da imparare.