26 febbraio 2024
Aggiornato 12:30
A Jerez si prova ancora

Marquez e Lorenzo battono Vale, ma è troppo tardi

Finalmente i due spagnoli si riscattano, ma questo accade solo al lunedì, a weekend di gara ormai concluso, nella giornata di test collettivi. I piloti in pista hanno lavorato soprattutto per risolvere i tanti guai delle gomme Michelin

Marc Marquez in pista nei test a Jerez
Marc Marquez in pista nei test a Jerez Foto: Honda

JEREZ DE LA FRONTERA – La riscossa di Marc Marquez e di Jorge Lorenzo a Jerez arriva fuori tempo massimo. Ovvero a weekend di gara ormai finito, nel lunedì di test, il primo organizzato a stagione 2016 già in corso. Il miglior tempo è stato proprio appannaggio del leader del Mondiale, che all'undicesimo dei suoi 91 giri percorsi, ovvero a inizio giornata, ha fermato i cronometri sull'1:39.313, sotto al limite dei giri più veloci stabiliti ieri in gara. La sua Honda ha comunque concentrato il lavoro soprattutto su un nuovo forcellone e un assetto aerodinamico innovativo, con ben sei alette. Alle sue spalle, staccato di appena 19 millesimi, si è piazzato il connazionale della Yamaha, che in mattinata aveva anche per breve tempo comandato la classifica. Valentino Rossi, invece, si è accontentato del quarto crono, a tre decimi, stabilito in extremis nell'ultima ora del turno. Entrambi i piloti della Yamaha hanno lavorato sul nuovo serbatoio che aveva già debuttato nelle prove libere e Por Fuera anche sullo scarico usato finora solo dal Dottore.

Al lavoro sulle gomme
In mezzo alle due Yamaha si è inserita la Suzuki dell'emergente Maverick Vinales, che come il suo compagno di squadra Aleix Espargaro (sesto) ha continuato anche lui a lavorare sulle alette che hanno fatto la loro prima apparizione sulla moto proprio venerdì scorso. Quinto posto, invece, per la seconda Honda di Dani Pedrosa. Ancora in ritardo le Ducati: Andrea Iannone si è piazzato ottavo, a oltre mezzo secondo da Marquez, Dovizioso addirittura decimo, sempre impegnati soprattutto a comprendere le cause di un Gran Premio nato male fin dall'inizio per la loro Desmosedici. Ma le vere osservate speciali sono state una volta di più le gomme Michelin: dopo aver mandato in crisi tutti i piloti ieri per la mancanza di aderenza e l'usura eccessiva dello pneumatico posteriore, oggi hanno portato in pista tre inedite mescole anteriori, una delle quali studiata specificamente per evitare il bloccaggio in frenata. Si è trattato dunque di prove importanti, per ritrovare la giusta direzione tecnica da seguire dopo la brusca svolta resasi necessaria per motivi di sicurezza a seguito dell'esplosione della gomma di Redding in Argentina, con l'introduzione di una nuova carcassa più dura. Per tirare le somme, occorrerà attendere almeno la prossima gara: tra due settimane in Francia, a Le Mans.