17 gennaio 2021
Aggiornato 04:30
Il paddock della MotoGP in subbuglio

«Lorenzo in Ducati? Ecco i veri motivi della scelta»

Alla vigilia del Gran Premio di Jerez, nella conferenza stampa di rito non si parla d'altro che di mercato piloti 2017. Tra ipotesi, più o meno provocatorie, sulle ragioni della scelta di Por Fuera e idee sul nome del suo sostituto

Il parterre della conferenza stampa pre-GP
Il parterre della conferenza stampa pre-GP

JEREZ DE LA FRONTERA – Hai voglia a ribadire, a giurare, a spergiurare fino alla nausea che «alla stagione 2017 mancano ancora quindici gare, quindi è molto lontana» e che «la mia concentrazione è tutta sul presente: penso solo in blu, e a vincere il mio quarto titolo in MotoGP». Siamo solo alla quarta gara di un Mondiale ancora tutto da scrivere, ma nel giovedì del Gran Premio di Jerez si parla solo di lui: di Jorge Lorenzo e del suo chiacchieratissimo passaggio in Ducati, finalmente ufficializzato solo quattro giorni fa. «Pensavo che il mio futuro lo avrei scritto solo nella seconda metà dell'anno, invece le cose sono andate così – dichiara il campione del mondo in carica, in apertura della conferenza stampa pre-weekend – È stata una delle decisioni più importanti e difficili della mia vita».

Paura di Vale?
Sui cui veri motivi si interrogano tutti, ma proprio tutti. A partire da Lin Jarvis, team manager della Yamaha, irritualmente presente anche lui all'incontro con i giornalisti, in mezzo ai piloti: «La sensazione è la stessa che si prova in discoteca quando chiedi di ballare a una ragazza e lui sceglie il ragazzo al tuo fianco – sorride – Io, personalmente, sono triste, e lo è anche la Yamaha. Avremmo preferito che restasse, ovviamente: dopo nove anni questa è la fine di un'era. Ma abbiamo fatto la nostra migliore offerta, come azienda, e non potevamo fare nulla di più di così». Dunque si torna lì, alla solita domanda: Lorenzo se n'è andato per inseguire un sogno o per scappare dall'incubo Valentino? Jarvis si è fatto una sua idea, per quanto provocatoria: «Secondo me i suoi motivi sono stati tre: ha ricevuto una proposta economica migliore, la Ducati è diventata una moto molto competitiva e soprattutto lì può essere il pilota numero uno. Noi non potevamo offrirgli quello status. Avere due top rider nello stesso team non è mai stato facile, ma noi li abbiamo sempre trattati correttamente e così continueremo a fare fino alla fine della stagione». Una versione che il diretto interessato respinge al mittente a pochi minuti (e pochi metri) di distanza: «Ho avuto molte ragioni – ribatte Por Fuera – ma il principale è la mia motivazione. Sentivo il bisogno di una nuova sfida, di vincere con un'altra moto. Non mi sono mai preoccupato di essere il numero uno o il numero due in Yamaha: so di avere a disposizione lo stesso materiale del mio compagno di squadra e ho fiducia nel mio potenziale. A cambiare è la filosofia: in futuro avrò più potere di creare la moto che voglio guidare, la Ducati mi ascolterà concentrandosi di più su di me, invece che su tutti i piloti».

Vinales o non Vinales
Da domani si tornerà a parlare di 2016, della gara che segna il ritorno in Europa e la ripresa della rincorsa al leader Marc Marquez, che oggi sembra relegato al ruolo di comprimario. Ma se pensate che il capitolo mercato piloti sia chiuso, preparatevi ad essere smentiti: il bello comincia solo ora, con la doppia corsa al secondo sedile Ducati e a quello Yamaha. «Abbiamo tante opzioni, con vari profili, la scelta del candidato giusto non è così facile come sembra dall'esterno – spiega Jarvis – Con Valentino no, non ne ho parlato: ha fiducia nelle sue capacità e quindi non gli importa poi tanto chi sta nel box vicino al suo. Ci prenderemo tutto il tempo che serve, non abbiamo scadenze». Diplomazia a parte, però, il nome favorito resta sempre lo stesso: «Maverick Vinales si è dimostrato uno dei talenti del futuro, ha buone chance di diventare campione del mondo e ci attrae». Il problema è che il giovane spagnolo si trova davanti ad un dilemma degno del miglior Amleto: buttarsi sulla moto più competitiva del lotto o entrare nella storia riportando al successo la sua Suzuki? «Restare in Suzuki sarebbe un bel sogno – ammette lui – ma devono arrivare i risultati, altrimenti sarebbe un errore. Anche scegliere la Yamaha avrebbe un senso: essere il compagno di squadra di Valentino farebbe crescere la mia carriere e disporrei di una moto già veloce. Queste sono le due opzioni che sogno fin da quando ero bambino. Quando due grandi case ti corteggiano vuol dire che lavori bene e sei veloce. Ma voglio essere sicuro di prendere la decisione migliore, prima di imboccare questo bivio fondamentale per il mio futuro». Checché ne dica Lin Jarvis, l'opzione Vinales sembra proprio l'unica all'altezza della situazione. L'unico altro campione ancora sul mercato, almeno in teoria, è infatti Marc Marquez, ma lo stesso team manager ci ride sopra: «Ritengo molto improbabile che Marc e Vale condivideranno lo stesso box...». L'unico disinteressato alla questione sembra essere proprio Jorge Lorenzo: «Chi mi sostituirà? Ad oggi è il tema che mi importa meno in assoluto...».