28 settembre 2020
Aggiornato 06:00
Rosso brillante in Qatar

Contro Rossi e Lorenzo c'è solo la Ducati

La Desmosedici è l'unica moto a tenere il passo delle due Yamaha in cima alla classifica. Il migliore della pattuglia rossa è Andrea Iannone, terzo. Ma si può ancora crescere: «Domenica dovremo esserci», esclama il Maniaco

DOHA«Sarà una lotta a due tra Ducati e Yamaha? È solo giovedì, troppo presto per dirlo. Certo che, se la vostra impressione è questa, c'è di che essere soddisfatti...». Gongola Andrea Iannone al termine del primo turno di prove libere della stagione 2016 di MotoGP. E di motivi per essere soddisfatta, in effetti, la Rossa di Borgo Panigale ne ha parecchi. Il principale viene dalla lettura della classifica dei tempi: dietro al duo Lorenzo-Rossi, infatti, c'è solo la Desmosedici. Che con il Maniaco centra la terza posizione (a meno di tre decimi da Por Fuera, a poco più di tre centesimi dal Dottore), e la quarta addirittura con il satellite Hector Barbera. Il risultato colpisce, anche tenendo conto del fatto incontestabile che la pista di Losail si adatta come nessun'altra alle caratteristiche della moto italiana: già un anno fa, al suo debutto assoluto nel team ufficiale, infatti, il pilota di Vasto portò a casa il terzo gradino del podio, il suo primo nella classe regina. Merito del lungo rettilineo, che esalta la superiorità della Ducati in velocità di punta, ma non solo: «Non dimenticate che se vai più veloce devi anche frenare prima», sottolinea Iannone.

Si può migliorare ancora
Il bello è che questo risultato non è arrivato nemmeno vicino al limite massimo della moto: «Non sono riuscito ad abbassare il miglior tempo che ho staccato nella mia seconda uscita – spiega il numero 29 – Abbiamo provato una modifica sulla moto, sperando di migliorarne la stabilità, invece si è rivelata un passo indietro. Però questo ci ha permesso di capire la direzione che dovremo seguire da domani in poi, dunque per me queste prime prove sono state molto positive. Dobbiamo lavorare su ogni dettaglio, senza lasciare nulla al caso, perché non è con la bacchetta magica che riusciremo ad annullare il distacco dalla Yamaha. E domenica dovremo esserci». Anche il suo compagno di squadra Andrea Dovizioso, che non è andato oltre il nono posto, a quasi un secondo dal leader, ha un ampio margine di miglioramento: «La mia moto aveva un chattering che nei test non si era mai verificato – racconta Desmodovi – e che ha complicato il mio turno. Dobbiamo capire se dipende dalle gomme o dall'assetto. Intanto, però, non ho spinto in modo esagerato, perché era assurdo prendermi dei rischi al primo turno».

Petrucci, rientro ok
Chi si può ritenere del tutto soddisfatto, anzi, addirittura sollevato al termine delle prime prove è invece il privato Danilo Petrucci, della Pramac, a dispetto del quindicesimo posto finale. Il suo obiettivo oggi, infatti, era quello di verificare la tenuta della sua mano fratturata nei test di Sepang: «Fino a quel momento andavo fortissimo, poi l'incidente mi ha buttato giù di testa, ho passato delle settimane molto dure – confessa il centauro di Terni – Al mio rientro, qui, mi aspettavo di tutto, perfino di cadere e di farmi male alla prima curva. Invece ho tenuto fino alla fine, anzi ho fatto addirittura il mio miglior tempo all'ultimo giro, e mi sono liberato di una grossa tensione. Sto ancora imparando a guidare con un braccio solo, ma ho scoperto che ce la faccio. Ora la sfida più difficile è rimanere in piedi con tutti gli antidolorifici che mi hanno dato: sono quelli che di solito prescrivono alle donne in mestruazione...».