14 novembre 2019
Aggiornato 21:30

Spalletti torna alla Roma, sarà il risveglio della forza?

Con il ritorno di Luciano a Trigoria termina ufficialmente l’avventura di Rudi sulla panchina giallorossa. Ecco i pro e i contro del nuovo allenatore

ROMA - Addio Rudi. Benvenuto Spalletti. Dieci partite con una sola vittoria, condite tra l’altro dalla clamorosa eliminazione dalla Coppa Italia da parte dello Spezia, hanno sancito la fine ormai inevitabile dell'ex allenatore giallorosso. Ora si volta pagina. Ma il campionato non è l'unica battaglia da vincere per l'As Roma.

Adieu, Rudi
Con il ritorno di Luciano Spalletti a Trigoria termina ufficialmente l’avventura di Rudi Garcia sulla panchina giallorossa. Nel comunicato di esonero dell’allenatore, l’As Roma fornisce interessanti statistiche su quello che è stato il percorso di Garcia: 66,3% dei punti conquistati (1,99 pt di media a partita) 61 vittorie, 35 pareggi e 22 sconfitte. Il francese di Nemours lascia dopo due anni e mezzo vissuti intensamente, nei quali è stato capace di conquistare due secondi posti consecutivi, di non perdere nessun derby e di raggiungere il record di 85 pt in campionato, mai raggiunto in circa 85 anni di storia societaria.

Fine di una storia
Il rapporto tra Garcia e la società, intesa come Proprietà, aveva però cominciato a scricchiolare pericolosamente già dopo la famosa conferenza stampa prima della sfida col Palermo dello scorso anno, conferenza nella quale il francese aveva messo in dubbio – di fatto – le strategie societarie. Dieci partite con una sola vittoria, condite tra l’altro dalla clamorosa eliminazione dalla Coppa Italia da parte dello Spezia, hanno sancito la fine ormai inevitabile. Il rapporto tra Garcia e la società, intesa stavolta come dirigenza, è stato al contrario solido, costituendo fino all’ultimo momento l’argine decisivo tra il tecnico e la voglia di Pallotta di cambiare. Se affonda Garcia, affondiamo tutti, parole e musica di Walter Sabatini, sulla cui figura pende ora più di un punto interrogativo. Il direttore sportivo accetterà questo ridimensionamento de facto del suo ruolo? Rumors di mercato lo vorrebbero al Chelsea di Roman Abramovich, altri al Bologna di Joe Saputo. Non solo. Altri dubbi nascono circa la possibilità di conciliare due caratteri forti, come quelli dell’allenatore di Certaldo e dell’attuale ds.

La chiesa al centro del villaggio
Stando a quanto emerge in sede di mercato, l’inizio non è dei migliori: congelate le trattative per Perotti e El Sharaawy, parte la ricerca ai terzini e difensore centrale (si fanno i nomi di Tonelli, Criscito e Santon) richiesti da Spalletti, evidentemente di diverso avviso rispetto a Sabatini su quali siano i problemi della squadra. Sul futuro della dirigenza si vedrà. Ogni decisione sarà rimandata inevitabilmente rimandata a giugno. Il compito di Spalletti – che dovrebbe firmare un contratto di 18 mesi a 3 milioni netti l’anno, in parte collegati al raggiungimento di determinati obietti sportivi - non si preannuncia facile. Tralasciando le dinamiche del discorso legato alla Curva Sud, quasi del tutto slegate dalle vicissitudini di campo, da riconquistare non ci sono infatti soltanto i punti in classifica; c’è anche (e soprattutto) l’affetto perduto del pubblico, mai così lontano dalle vicende della squadra. Chissà se Spalletti ce la farà a riportare la chiesa al centro del villaggio. I tifosi della Roma se lo augurano, nella speranza che oltreoceano si sia capito che, persino nel calcio moderno, uno stadio vuoto conta più delle plusvalenze di mercato.