20 febbraio 2020
Aggiornato 13:00
Calcio | Coppa Italia

Mihajlovic ci crede: «Ce la possiamo fare»

Alla vigilia del match contro la Sampdoria, in programma giovedì sera a Marassi e valido per gli ottavi di finale di Coppa Italia, il tecnico rossonero ha spronato i suoi ragazzi a compiere l’impresa: «Vogliamo passare il turno».

MILANO - Chi si aspettava segnali di scoramento da parte di Sinisa Mihajlovic dopo le ultime infauste prestazioni dei suoi ragazzi e le critiche, neppure troppo velate, del presidente Berlusconi, dovrà ricredersi ancora una volta. Il tecnico rossonero, apparso battagliero come al solito, ha tranquillizzato tutti sul suo umore e soprattutto sul suo desiderio di non mollare di un centimetro: «Io sono sereno - ha dichiarato il serbo nel corso della conferenza stampa di presentazione di Sampdoria-Milan -, ho fiducia nel mio lavoro e non mi faccio prendere dall'ansia. Pensiamo ad una partita alla volta e vediamo dove arriviamo».

Mihajlovic: «Auguri Milan!»
Di certo, un successo a Genova, con vista sui quarti di finale di Coppa Italia, regalerebbe a Mihajlovic e tutto l’ambiente rossonero una preziosa ventata di ottimismo, indispensabile per concludere al meglio questa stagione complicata: «È una partita importante, esattamente come quando abbiamo affrontato Perugia e Crotone. Non giocando le coppe europee, andiamo a Genova con la speranza di passare il turno e abbiamo tutte le qualità per farlo. Vogliamo fare un bel regalo al Milan per i 116 anni che compie oggi. L'augurio che voglio fare al club rossonero è quello di ripetere quanto fatto nella sua storia, quando vinceva campionati e coppe».

I tifosi hanno diritto di fischiare
In trasferta i ragazzi di Mihajlovic avranno il tifo contro ma probabilmente saranno risparmiati dai fischi che nelle ultime partite si sono abbattuti sul Milan al termine di ogni prestazione. La questione però non tocca minimamente il tecnico rossonero: «I tifosi hanno il diritto di fischiare. Noi dobbiamo tapparci le orecchie e pensare solo a giocare. Se non riesci a sopportare queste cose qui bisogna cambiare mestiere, ma tutti quelli che sono al Milan hanno la personalità di poter giocare con i fischi. Io comunque non credo che i giocatori siano condizionati dalla contestazione».