21 aprile 2021
Aggiornato 01:00
Giochi Olimpici estivi 2024

Amburgo rinuncia alle Olimpiadi 2024. Malagò: «Sono sorpreso»

Il 51,6 % dei cittadini di Amburgo, chiamati al referendum per la candidatura olimpica, ha votato infatti negativamente all'ipotesi di ospitare i Giochi bocciando, di fatto la candidatura tedesca. Per la Merkel decisione deplorevole.

ROMA - Restano in quattro nella corsa per l'organizzazione delle Olimpiadi estive del 2024. Il 51,6 % dei cittadini di Amburgo, chiamati al referendum per la candidatura olimpica, ha votato infatti negativamente all'ipotesi di ospitare i Giochi bocciando, di fatto la candidatura tedesca. Questa è una decisione che non volevamo però è chiara" il commento del sindaco della città Olaf Scholz (Spd). Restano in corsa, quindi Budapest, Parigi, Los Angeles e Roma. I Giochi saranno assegnati nella sessione Cio di Lima dell'11 settembre 2017.

Per la Merkel «decisione deplorevole»
La cancelliera tedesca Angela Merkel si è detta «molto dispiaciuta» per la rinuncia di Amburgo alla candidatura olimpica del 2024 in seguito all'esito negativo del referendum cittadino. Lo ha precisato la portavoce del Governo tedesco Christiane Wirtz. «La Cancelliera crede che sia una decisione deplorevole ma naturalmente rispetterà la volontà popolare. Ecco perchè si svolgono i referendum - ha aggiunto - per capire cosa vuole la gente. E ormai è chiaro che gli abitanti di Amburgo non vogliono le Olimpiadi».

Malagò: «Sono sorpreso»
Il ritiro di Amburgo dalla corsa per le Olimpiadi del 2024 è un sorpresa per il presidente del Coni, Giovanni Malagò che ne ha parlato a margine della cerimonia di consegna dei premi Coni-Ussi 2015 al Salone d'onore del Coni. «Non me lo aspettavo. I miei amici dirigenti tedeschi erano molto fiduciosi. Credo che in qualche modo abbiano inciso i fatti degli ultimi tempi perchè spesso queste valutazioni sono di pancia, emotive».
Restano in quattro a competere per la candidatura: Roma, Parigi, Budapest, Los Angeles. «Io non sottovaluto nessun avversario. Avevo detto che in cinque avevamo il 20% di possibilità, ora in quattro ne abbiamo il 33%». Sulla possibilità di un referendum anche a Roma Malagò sottolinea: «Noi non abbiamo l'obbligo e lo strumento giuridico per una forma refendaria come quella che è avvenuta in Germania ma ho sempre detto che tra il febbraio 2016 e l'anno successivo ci sarà modo di fare delle indagini che coinvolgeranno la città».