13 giugno 2024
Aggiornato 09:00
Dalle Olimpiadi al referendum

Renzi: «Il no alle Olimpiadi è la metafora di cosa significa l'Italia del No»

Il no alle Olimpiadi targato M5s non è andato giù al premier Matteo Renzi. Che, facendo un collegamento con il referendum, l'ha definito la metafora dell'Italia del No

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Foto: Shutterstock

ROMA - Il no alle Olimpiadi targato M5s non è andato giù al premier Matteo Renzi, che, parlando al Teatro Metastasio di Prato, ha ribadito il suo punto di vista. «Dire che non si fanno le Olimpiadi perchè non è possibile sconfiggere la corruzione è un'ammissione di incapacità. Se hai davanti 8 anni, se hai un minimo di autorevolezza e credibilità, tu i ladri li cacci, se dici no e hai paura ti fermi subito. Se preferisci non metterci la faccia hai sbagliato mestiere»

La metafora dell'Italia dei no
La decisione dell'amministrazione Cinque stelle in Campidoglio alle Olimpiadi a Roma, ha aggiunto Renzi, «è una straordinaria metafora di cosa significa l'Italia dei no». Non è mancata una battuta sul fatto che «qui a Prato sarebbero capaci di fare le Olimpiadi a Vernio, a Tavola... E' una battuta, vallo a spiegare al Movimento cinque stelle... Poi c'è bisogno della mail esplicativa e non è detto la capiscano».

I grillini incapace di cambiare le cose
A «Otto e mezzo» su La7 il premier ha sottolineato qual è, a suo avviso, il punto nodale della faccenda: «è come se i grillini avessero detto: non siamo in grado di cambiare le cose»«Io - ha spiegato - sto cercando di non fare mai polemica con il sindaco di Roma, ha vinto, se Roma va bene son contento se va male mi dispiace». Il premier ha anche ricordato che in campagna elettorale Virginia Raggi si era impegnata a fare un referendum, «ma alla fine la titolarità è del sindaco e del Consiglio comunale».

Solo proteste
E ha aggiunto: «Mi amareggia l'idea che si dà al Paese che una grande opportunità non si possa fare perchè c'è il rischio che qualcuno rubi. E' impressionante se come politici non proviamo a cambiare le cose e ci limitiamo a protestare, non andremo da nessuna parte. Avrebbero avuto otto anni per cambiare Roma, ma detto questo rispetto e si va avanti». Il premier ha ribadito di fare il tifo per l'Italia, e, ribaltando il classico argomento usato contro le Olimpiadi, ha fatto riferimento ai cambiamenti positivi apportati dai Giochi in altre città: «a differenza di Travaglio penso fosse una grandissima opportunità per la città di Roma. Ho visto Barcellona e Londra trasformate, una buona amministrazione non fa l'elenco dei costi delle altre amministrazioni, prende e cambia le cose»

Expo
Renzi ha poi fatto l'esempio dell'Expo, che è solito vantare come un grande successo per l'Italia (nonostante non lo sia stato per le casse dello Stato): «All'Expo è accaduto che tanti hanno detto che bella l'Italia che ce la fa, alle Olimpiadi invece cosa succede: i soldi delle Olimpiadi li puoi mettere nelle periferie di Roma se fai le Olimpiadi sennò quei soldi vanno nelle periferie di Parigi e Los Angeles. Mi piange il cuore per i posti di lavoro persi a Roma, per le periferie di Roma", ha concluso.

(Con fonte Askanews)