15 dicembre 2019
Aggiornato 09:30

Mercedes e Red Bull affilano le armi, Ferrari arranca

Novità aerodinamiche per i tedeschi, al motore per le «lattine»: così entrambi i rivali della rossa di Maranello hanno migliorato nel primo giorno del Gran Premio del Brasile. Sebastian Vettel, invece, è già in crisi con le gomme

SAN PAOLO – Comincia male il Gran Premio del Brasile per la Ferrari. I sei decimi che Sebastian Vettel aveva accusato dalla Mercedes nella prima sessione di prove libere si sono trasformati in quasi un secondo in quella del pomeriggio. «Un secondo di troppo – sintetizza il ferrarista, che però non perde l'ottimismo – Non siamo riusciti a staccare il miglior tempo nel nostro run. La giornata è stata impegnativa per tutti, difficile, anche per via di qualche goccia di pioggia. Possiamo ancora migliorare: aspetto di analizzare i dati e spero che domani riusciremo a fare un passo avanti». Se la SF15-T vorrà avvicinarsi all'imbattibile freccia d'argento nelle qualifiche di domani, il primo obiettivo è quello di far funzionare meglio le gomme: «Penso che tutti facciano molta fatica proprio su questo punto. È dura farle funzionare, perché la pista è troppo scivolosa e la macchina si muove tantissimo. Ho provato a fare del mio meglio, ma non è bastato. Vi lascio il mio numero di telefono: se incontrate l'aderenza, fatemi chiamare...», conclude con un sorriso il pilota tedesco.

L'arma segreta dei tedeschi
Il copione, insomma, è il consueto: Mercedes davanti, Ferrari all'inseguimento. Ma qualche differenza, nell'interpretazione dei protagonisti, c'è. Sulla macchina, intanto: nella sessione del mattino sul muso della monoposto tedesca è comparso un 'S-duct', ovvero un'apertura rialzata per far passare l'aria, simile a quella già presente su Red Bull e McLaren, sperimentata in vista di una sua possibile applicazione sulla vettura del prossimo anno. E sui piloti: a chiudere davanti la prima giornata del weekend di gara non è il solito Lewis Hamilton, ma Nico Rosberg. E il campione del mondo, oggi staccato di ben mezzo secondo, non può prenderla bene, considerando che alla vittoria di San Paolo, che gli è sempre sfuggita, tiene particolarmente, essendo la casa del suo idolo d'infanzia Ayrton Senna, che in questo fine settimana ha deciso di omaggiare sul suo casco. «Sicuramente sarà una battaglia serrata, Nico sta guidando molto bene – ammette – Io mi sono concentrato solo sul mio programma di test e sulla scelta della messa a punto per la vettura. Le modifiche di assetto hanno richiesto molto tempo e mi sono fissato su una scelta presa fin dal mattino che probabilmente non era quella giusta. Ma sono sicuro che domani mattina riuscirò a migliorare». Chi sicuramente ha migliorato è la Red Bull, che ha cominciato il Gran Premio brasiliano con tre buone notizie: la conferma della partecipazione al prossimo Mondiale, un nuovo e più potente motore Renault e il quinto tempo in classifica, ovvero subito alle spalle delle rosse. Anche se Daniel Ricciardo non è ancora soddisfatto: «Il nuovo propulsore, onestamente, è molto simile al vecchio – sbuffa l'australiano – Ha funzionato bene, ma non è così potente come ci aspettavamo». In casa Ferrari qualcuno avrà tirato un sospiro di sollievo.