15 ottobre 2019
Aggiornato 10:30

A Monza una scuderia di Formula 1 rischia di chiudere

Si tratta della Lotus, coinvolta in un enorme pasticcio tra proprietari che non pagano, sponsor che sospendono le fatture e guai legali di ogni tipo. La sopravvivenza di questo storico nome è legata all'acquisizione da parte della Renault

MONZA – C’è chi, come la Mercedes, affronta il Gran Premio di Monza come un’altra tappa verso la rincorsa al titolo; chi, come la Ferrari, con l’obiettivo di fare bella figura di fronte al proprio pubblico di casa, Ma, per una scuderia in particolare, la quella di Monza sarà una vera e propria gara per la sopravvivenza: è la Lotus. Per diversi giorni prima di questo fine settimana, addirittura, la squadra nero-oro ha rischiato di non poter essere sulla griglia di partenza: i suoi camion, infatti, che contenevano le monoposto e l’attrezzatura, sono stati sequestrati in Belgio dopo l’ultima corsa di Spa-Francorchamps per via di una controversia legale con l’ex terzo pilota Charles Pic, che sostiene non siano state onorate tutte le clausole del suo contratto dell’epoca. Poi, quando le autorità belghe hanno concesso il via libera, c’è stata un’altra questione non da poco da risolvere: quella di pagare gli stipendi a tutti i 400 dipendenti del team, per un totale di 2,3 milioni di dollari. Pur di non far precipitare la situazione, se ne è incaricato il patron della Formula 1 in persona, Bernie Ecclestone.

Arriva la Renault?
Ma anche ora che la Lotus è giunta regolarmente in Italia per partecipare al prossimo GP, le chance di non soccombere per la squadra di Enstone sono legate ad un veloce completamento del contratto di acquisizione da parte della Renault. Il colosso francese, infatti, è da lungo in trattativa per riprendersi il team con cui fu campione del mondo di Formula 1 negli anni 2000, stavolta in società con l’ex iridato Alain Prost. E, in attesa di capire quale sarà il suo destino, l’attuale titolare della struttura, Gerard Lopez, ha chiuso il rubinetto dei soldi. Secondo il quotidiano inglese Telegraph la mensa dell’officina è già stata chiusa e lo staff dovrà lavorare questo weekend a Monza senza alcuni materiali e senza le licenze software. A complicare ulteriormente il quadro, poi, ci si è messo anche lo sponsor principale, la compagnia petrolifera venezuelana Pdvsa, che dovrebbe pagare il team in cambio dell’ingaggio del suo pupillo Pastor Maldonado.

Piloti e sponsor
Dovrebbe, perché sempre secondo le ricostruzioni giornalistiche l’azienda non avrebbe versato la quota prevista per agosto. «La Pdvsa vuole attendere fino a quando sarà chiarito il futuro del suo protetto», ha scritto il corrispondente della rivista tedesca Auto Motor und Sport, Michael Schmidt. Se sarà completato il passaggio di proprietà alla Renault, infatti, il costruttore transalpino non vedrebbe di buon occhio la presenza sulla monoposto dei loghi Pdvsa, un diretto concorrente della Total, la compagnia petrolifera partner di Renault Sport. Conclusione: sostiene Roger Benoit, il veterano dei corrispondenti automobilistici del giornale svizzero Blick, se la Renault comprerà effettivamente la Lotus, Maldonado potrebbe trasferirsi «insieme ai suoi milioni alla Force India». Lo scenario, insomma, non potrebbe essere più intricato. E, se non si risolverà al più presto, la griglia di partenza della Formula 1 rischia di assottigliarsi ulteriormente.