24 settembre 2020
Aggiornato 22:30
Scontri al vertice

Il boss Ferrari snobba quello della F1: «Non gli piaccio? Pazienza»

Maurizio Arrivabene, team principal di Maranello, risponde per le rime alle critiche del patron del campionato Bernie Ecclestone: «Non cambierò certo perché è lui a chiedermelo». Tra i due ormai è guerra aperta

MARANELLO – Maurizio Arrivabene non è uno di quegli uomini che passano inosservati. Se i suoi due predecessori Stefano Domenicali e Marco Mattiacci amavano il basso profilo, il nuovo team principal della Ferrari è invece il loro esatto contrario: carismatico, senza peli sulla lingua, una presenza forte e pesante tanto nel paddock quanto sulla stampa specializzata. Uno di quei personaggi che si amano o si odiano. E tra coloro che sembrano odiarlo c'è nientemeno che il grande capo, Bernie Ecclestone, il patron della Formula 1. Un altro uomo di peso, amante delle dichiarazioni a effetto, che evidentemente non apprezza la presenza di troppi galli nel suo pollaio: «È un bel personaggio, certo – ha dichiarato a suo proposito Mr E – Ma solo per se stesso, non per la F1».

Arrivabene fa spallucce
Ecclestone e Arrivabene si erano già scambiati le prime stoccate fin dall'arrivo dell'ex numero uno di Marlboro ai box della Ferrari, nel corso dei test invernali. Il bergamasco, infatti, aveva criticato apertamente Bernie sedendosi platealmente sulle tribune insieme ai normali spettatori, per protestare contro la riduzione del numero di pass per entrare nel paddock a disposizione delle squadre. Ma lo scontro tra i due non era ancora esploso, almeno prima che il caschetto più famoso del paddock si lasciasse scappare queste parole taglienti. A cui lo stesso Arrivabene non ha perso tempo per rispondere, alla sua maniera: «Non ho letto nulla al riguardo – ha ribattuto il team principal di Maranello – ma potete dire al signor Ecclestone che può togliere il mio pass domani mattina se vuole. Se non mi piace, pazienza, cosa posso fare? Non cambierò certo perché me lo chiede lui».

Ecclestone tifa per Hamilton
Dichiarazioni ancora più forti Bernie Ecclestone le ha poi riservate a Nico Rosberg, nel corso di una lunga conversazione con il pilota della Mercedes pubblicata sul sito ufficiale della Formula 1: «Sono un grande fan di Hamilton perché è un ottimo testimonial per il mio sport – ha commentato l'84enne – Da un punto di vista puramente di affari, mi spiace dirlo, Nico non è così buono per il mio business. Purtroppo non ha i tifosi tedeschi dalla sua parte. La Germania è un pessimo mercato per la Formula 1, come dimostra la cancellazione del Gran Premio locale. Al contrario, Lewis è un eroe in Gran Bretagna, dove i tifosi amano la F1. In generale credo che sia il miglior campione che abbiamo da moltissimo tempo». La risposta di Rosberg è stata più signorile: «Non mi sorprendono queste parole, perché Bernie è sempre stato molto aperto nelle critiche verso tutti coloro che non sono estroversi come Lewis. Più si è presenti sulla stampa e più si crea attenzione, è ovvio che il proprietario dei diritti commerciali del campionato voglia questo movimento. Lewis lo fa, a suo modo, io sono un po' più riservato. Capisco il suo punto di vista, ma allo stesso tempo mi preoccupo del mio sport e cerco di promuoverlo anch'io, con il mio stile». Come se la crisi di spettacolo della Formula 1 fosse solo colpa di piloti e team principal. Caro Bernie, sparare sugli altri è facile, ma ogni tanto un po' di autocritica non farebbe male...