5 dicembre 2019
Aggiornato 15:30

Cessione Milan, dalla Cina con furore

Mentre gli uomini di Bee Taechaubol sbarcano a Milano per tentare di accelerare i tempi di un’acquisizione made in Thailandia, dalla Cina parte la controffensiva che potrebbe risultare decisiva. Secondo il presidente della Camera di commercio Italia-Cina ci sarebbero ben 5 colossi pronti a tentare la scalata al Milan.

MILANO - C’è ancora qualcuno che continua a proporre nomi nuovi (l’ultimo in ordine di tempo sarebbe quello di una presunta cordata americana interessata al prestigioso Milan), ma la verità è che per l’acquisizione del club italiano più conosciuto e amato nel mondo ormai è solo una corsa a due.

MR. BEE ANCORA IN VANTAGGIO - Come ripetiamo da giorni, in vantaggio c’è ancora la cordata di Bee Taechaubol, forte di un precontratto già firmato con Silvio Berlusconi che la pone in una posizione privilegiata. Ma si sa, quando si tratta di affari, mai dare nulla per scontato, ed è per questo che alcuni esponenti del gruppo thailandese sarebbero già a Milano, in attesa dell’arrivo del misterioso Mr. Bee, nel tentativo di dare un’accelerata al progetto di acquisizione dell’Ac Milan. Grazie al lavoro di intermediazione di Pablo Victor Dana, finanziere italiano che lavora a Dubai, Taechaubol è atteso in Italia entro il 30 aprile per blindare definitivamente gli accordi già presi con Silvio Berlusconi: la cessione del 60% delle quote del Milan per una cifra vicino al mezzo miliardo di euro.

DALLA CINA CINQUE COLOSSI PRONTI AL RILANCIO - Attenzione però ai pericolosi rilanci dalla Cina. Secondo quanto sostiene Fu Yixiang, vice presidente della Camera di commercio Italia-Cina, una società cinese avrebbe iniziato un’operazione di crowfunding per l’acquisizione dell’Ac Milan. A capo della cordata ci sarebbe Richard Lee, businessman di Hong Kong, avvistato a Villa San Martino non più tardi di qualche sera fa.
Per Fu Yixiang, sarebbero cinque le società collegate alla cordata di Mr.Lee, quattro cinesi, il colosso delle bevande Wahaha di Mr.Zong, il Wanda Group di Jianlin, i giganti delle telecomunicazioni Huawei e Alibaba di Jack Ma che opera nell’e-commerce, e una società thailandese.

BERLUSCONI TENTENNA - Sempre stando alle parole del vice presidente della Camera di commercio Italia-Cina, l’operazione di raccolta fondi sarebbe necessaria perché nessuno di questi imprenditori pare intenzionato a investire un miliardo di euro per comprare il Milan. Fu Yixiang però spiega anche il motivo di un momentaneo rallentamento delle operazioni: «Ci sono in giro tante voci in questo momento. Berlusconi vuole vendere il club, non è un segreto. La questione è che non c’è unanimità di vedute in seno alla sua famiglia sui tempi della cessione: alcuni (Marina e Piersilvio?) vorrebbero cederlo il più presto possibile, sostenendo che si tratti di un onere finanziario, mentre altri (patron Silvio e Barbara?) preferirebbero tenerlo fino alla costruzione del nuovo stadio in modo da poterne ricavare un prezzo più alto». 

FU YIXIANG: MILAN BUON INVESTIMENTO PER I CINESI - Alla fine la verità secondo Fu Yixiang è una sola: «Se i fondi cinesi decidono di tentare la scalata al Milan è perché la ritengono una buona opportunità di investimento e sono convinti di realizzarne un profitto nel lungo periodo».

Quando si dice una questione di cuore…