20 aprile 2021
Aggiornato 19:00
Lo spagnolo finirà sotto i ferri venerdì

Pedrosa getta la spugna: sarà di nuovo operato

Stringere i denti non bastava più: l'iberico ha dovuto accettare un terzo intervento chirurgico, che lo terrà lontano almeno dai prossimi due GP. Ma a sostituirlo non sarà Casey Stoner, bensì il collaudatore Hiroshi Aoyama

MADRID – Non sono bastate le indicazioni del boss della Honda HRC Livio Suppo: «Se dovessi fare una previsione, correrà ad Austin». E neanche le precedenti raccomandazioni dei medici: «Non sottoporti ad un altro intervento chirurgico». Daniel Pedrosa, alla fine, ha dovuto arrendersi: l'avambraccio destro gli fa male, troppo per poter continuare a correre. E così ha accettato di finire sotto i ferri per la terza volta, per cercare di mettere finalmente la parola fine a questa maledetta sindrome compartimentale. La decisione è arrivata oggi, subito dopo le ultime visite con gli specialisti di Barcellona e Madrid, e ad occuparsi dell'operazione, il prossimo 3 aprile, sarà il dottor Angel Villamor, proprio in una clinica della capitale spagnola.

TORMENTATO DAL MALE – «Ovviamente non è la notizia che avrei voluto dare – ha commentato a caldo Pedrosa – Ma, dopo aver parlato con medici di cui mi fido, mi hanno convinto che si trattava dell'unica opzione. Mi sottoporrò all'operazione venerdì e spero che sarà un successo». La sindrome compartimentale è un malanno comune tra i motociclisti: in parole povere, si verifica quando il muscolo si gonfia troppo, aumentando la pressione sull'avambraccio al punto da causare un fortissimo dolore, che rende difficilissimo guidare una moto. Il successo dell'intero intervento dipenderà dalla rimarginazione delle ferite, per favorire la quale verrà utilizzata una tecnica speciale e innovativa: se funzionerà al meglio, il recupero del pilota iberico sarà rapido e il rischio di una ricaduta minimo.

HONDA VA SUL SICURO – Quel che è certo, però, è che Dani non potrà salire in sella a una moto per almeno quattro settimane, e forse addirittura sei. Ovvero, anche se gli iniziali timori di un ritiro definitivo dalle corse sono stati per ora allontanati, di certo non lo vedremo in pista nei prossimi due Gran Premi negli Stati Uniti e in Argentina. E a sostituirlo non sarà Casey Stoner, il candidato più affascinante, bensì il più sicuro Hiroshi Aoyama, collaudatore ufficiale di casa Honda. Il pilota giapponese, che debuttò in MotoGP nel 2010, ha disputato 64 gare prima di dedicarsi ai test e allo sviluppo. Sulla Honda ufficiale era già salito ad Assen nel 2011, anche in quell'occasione per sostituire l'infortunato Pedrosa. Dalla sua ha l'esperienza, ma scarsi risultati da vantare nel proprio palmares: il migliore è un quarto posto ottenuto con il team Gresini in Spagna, sempre nel 2011. Difficilmente, insomma, potrà lottare tra i primi, il che non aiuterà certo una Honda che ha già iniziato con il piede sbagliato, per molti motivi, il Mondiale 2015.