15 dicembre 2019
Aggiornato 00:30

Vettel a cuore aperto: «Vincere con la Ferrari, ancora non ci credo»

Trascinato dall'entusiasmo, il nuovo primo pilota di Maranello si lascia andare: Negli ultimi giri mi cag**o sotto, pensavo: 'Non pensarci, altrimenti sbaglierai'. Questo risultato è un sollievo e un'emozione. Lo dedico a Schumi, il mio eroe»

SEPANG – Sebastian Vettel ci pensa su per qualche istante. Ragiona sulla selva di microfoni puntati verso la sua bocca, a caccia di una dichiarazione: «Non dovrei dirlo, non so». Poi il suo sincero entusiasmo ha la meglio: «Negli ultimi giri mi stavo cag***o sotto». Il nuovo leader del Cavallino rampante è fatto così: in un'epoca di piloti robot, programmati per calibrare ogni parola a consumo di team e sponsor, lui coltiva ancora la sana abitudine di dire quello che gli passa per la testa davvero. Anche per questo, in sole due gare, è già diventato il beniamino della calorosa tifoseria rossa. Oltre che per aver riportato la vettura alla prima vittoria dal Gran Premio del Brasile 2013, s'intende.

VITTORIA SCACCIAMOSTRI – La stessa affinità che i ferraristi hanno trovato in lui, del resto, lui stesso la manifesta in ogni occasione verso la Scuderia. «Di quando in quando un pensiero si faceva strada nella mia testa – prosegue il racconto – Guardavo la carrozzeria e pensavo: 'Questa è la rossa e stai per vincere!'. Poi mi sforzavo: 'Smettila di pensarci altrimenti sbaglierai la prossima curva'. Tagliare il traguardo è stato un vero sollievo». Lo è stato davvero, e sotto tanti aspetti. Con questo successo, Seb è stato in grado di gettarsi alle spalle in un colpo solo dodici mesi di mostri: quelli di una squadra che sembrava aver inspiegabilmente smarrito la strada della vittoria e quelli personali, per essersi visto sfilare dall'ultimo arrivato Daniel Ricciardo il ruolo di leader di quella Red Bull che aveva portato quattro volte al titolo iridato.

IL FILM DELLA GARA «Una giornata fenomenale – ammette – Come mi sento? Vedere i ragazzi dall'alto del podio è stato incredibile. Posso solo ripensare alle vittorie di Fernando e specialmente di Michael con la Ferrari. Far parte di questo team è incredibile, speciale. Ovviamente sono molto contento. Per me si tratta della prima vittoria dopo più di un anno. E lo champagne mi mancava, ma soprattutto il gradino più alto del podio. Tornare dopo una scorsa stagione dura, in cui non ero riuscito a trovare il bandolo della vettura, è grandioso. Quest'anno la macchina sembra adattarmisi molto di più». Vettel, trascinato dall'emozione, è un fiume in piena: «Sono molto felice, oggi il mio asso nella manica è stata la strategia e di questo ringrazio i ragazzi. Siamo rimasti un po' sorpresi ma avevamo visto al venerdì che la Mercedes faticava con la mescola media: questo mi ha consentito di tenermi vicino a Lewis. Poi sapevo di dover far durare quelle gomme e cercare di spingere al massimo. Nella seconda parte di gara è stato lui a recuperare, ed è stata dura, ma sono riuscito a costruirmi un vantaggio solido e a mantenerlo fino all'ultimo respiro».

COME SCHUMI – E il pensiero corre inevitabilmente a quel Michael Schumacher, storico idolo dei ferraristi e anche del giovane Vettel: «Era il mio eroe – racconta – Per tutti i ragazzi che correvano sui go-kart in Germania, era il modello di riferimento. Quando ci faceva visita ogni anno per stringerci le mani e ci guardava, un po' ci cambiava la vita. Per questo forse oggi non mi rendo ancora conto di quanto sia speciale questo momento. Molto emozionante». Lo è perfino per gli uomini del team più abituati a confrontarsi con la logica dei freddi numeri che con quella del cuore. «Sono molto felice di aver vinto così presto – confessa il boss Maurizio Arrivabene – Abbiamo lavorato sodo a Maranello: non credo nel one-man-show, ma nella squadra. Avevo promesso due vittorie e ora abbiamo portato a casa già la prima». «Una giornata straordinaria – gli fa eco il direttore tecnico James Allison – I ragazzi a Maranello, che hanno lavorato duramente, staranno saltando sui loro divani. E abbiamo rispettato anche le grandi aspettative di tutta l'italia. Spero che questo ci aiuti a spingere ancora di più e ad essere più competitivi. Sebastian ha guidato perfettamente e ha fatto danzare la monoposto in qualifica. Se siamo riusciti a riportare la vettura là davanti, è stato per merito suo».

L'ESULTANZA DI MARCHIONNE – Al coro delle esultanze non si è voluto sottrarre nemmeno l'algido presidente Sergio Marchionne: «Quello che abbiamo visto oggi è il risultato dell’incredibile duro lavoro degli ultimi mesi, un lavoro fatto in silenzio e con umiltà come fa una grande squadra. Complimenti ai piloti per una gara sensazionale. Sono felice per tutti i tifosi che aspettavano da troppo tempo una giornata così. Forza Ferrari». Chissà se oggi, per fare uno strappo alla regola, in gran segreto non avrà indossato un maglioncino rosso.