15 novembre 2019
Aggiornato 01:00

Sticchi Damiani: «Caro Renzi, il futuro del GP di Monza dipende da te»

Il presidente dell'Aci al DiariodelWeb.it: «Solo il governo può risolvere il problema. Il Gran Premio porta decine di milioni di euro al territorio: l'Italia non può permettersi questa grandissima perdita. E il Mondiale non può fare a meno della sua gara più storica»

MONZA – Gli attori di questa commedia sono tanti. C'è Bernie Ecclestone, il patron della Formula 1, che ha imposto il raddoppio della quota a carico dell'autodromo di Monza per ospitare il Gran Premio (da 11-12 a 20-22 milioni all'anno). C'è la Regione Lombardia, pronta ad investire venti milioni sull'impianto a patto che venga cancellato l'ulteriore esborso di 10 milioni in tasse. C'è l'Automobile Club d'Italia, l'ente che, visto il proprio ruolo, è maggiormente in prima linea per non far giungere al capolinea il Gran Premio d'Italia nel 2016. E poi, soprattutto, c'è il governo Renzi.

Come conferma ai microfoni del DiariodelWeb.it, il presidente dell'Aci Angelo Sticchi Damiani è convinto che proprio l'esecutivo sia il protagonista di questa storia. Spetta al premier e ai suoi uomini, infatti, trovare gli strumenti, legislativi ed economici, che finora non è stato in grado di garantire per salvare il GP. Evitando che Monza perda il proprio posto nel calendario della Formula 1 e che il Mondiale cancelli la sua gara più antica e prestigiosa. Quello lanciato da Sticchi Damiani, insomma, è un vero e proprio appello a Renzi. Lui solo può far sì che questa commedia non si trasformi in una tragedia.

Presidente, a che punto siete con il salvataggio del Gran Premio d'Italia?
Intanto spero che quanto prima si troverà un contenitore legislativo per far approvare questa benedetta defiscalizzazione dell'investimento che Regione Lombardia sta facendo per diventare comproprietaria dell'autodromo. Questo è un primo problema.

Il governo le ha dato rassicurazioni in tal senso?
Il governo, secondo me, è allineato: non penso ci siano ostacoli, anzi. Ma ci sono delle regole che vanno rispettate. Bisogna trovare le formule giuste. Poi si pone il tema di come finanziare l'aumento del costo del Gran Premio. Questo è un altro ragionamento che solo il governo può risolvere: la Regione può finanziare lavori sulle sue proprietà, ma non certo sull'evento. La sfida è quella di creare le condizioni perché il governo si renda conto dell'importanza di questo evento, in termini di ritorni sul territorio, e trovi una formula per sostenere il maggior costo. Che l'attuale bilancio di Sias non può sostenere, almeno per i primi quattro anni.

E dopo quella data?
Confidiamo che, con questi lavori, l'apertura di nuove aree di business sull'autodromo e altre entrate, nel medio periodo si potrà essere sufficientemente autonomi per finanziare anche l'aumento dei costi del Gran Premio.

Nonostante la crisi di spettatori, che riguarda la Formula 1 in generale, il GP resta un evento imprescindibile?
Assolutamente sì. Abbiamo svariate decine di milioni di ritorno economico diretto. Parliamo di alberghi, ristoranti, negozi, che si toccano con mano ogni anno durante il Gran Premio: sono numeri della Camera di commercio. Poi ci sono l'immagine, l'orgoglio e il marketing territoriale: questo è il più antico autodromo tuttora presente nel Mondiale di Formula 1. Sarebbe una perdita grandissima per l'Italia, ma sono convinto anche per il campionato del mondo.

Pensa che Ecclestone sia disposto a darvi una mano?
Penso di sì. Se tutta l'Italia, governo compreso, darà prova concreta di voler partorire proposte confacenti alle sue aspettative, sono convinto che il discorso si potrà chiudere.