20 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Calcio - Serie A

Inzaghi resta solo, anche gli ultrà abbandonano il Milan

Alla vigilia del delicatissimo appuntamento contro il Cagliari di Zeman, la curva sud alza la voce ed invita l’intera tifoseria a disertare San Siro, boicottare i prodotti ufficiali e evitare Casa Milan. Inzaghi però non molla e replica sicuro: «Tocca a noi riportare i tifosi allo stadio e trasformare i fischi in applausi».

MILANO - Se anche la curva sud, cuore pulsante del tifo rossonero, arriva a diffondere un comunicato per gridare al mondo tutto il proprio disappunto, forse davvero il vaso della pazienza è colmo e per Berlusconi e company il tempo delle prese in giro può considerarsi finito.
È questo il senso della nota diffusa dagli ultra milanisti alla vigilia di un delicatissimo dentro o fuori contro i sardi di Zeman. L’appello è chiaro: «Invitiamo TUTTI a disertare lo stadio in occasione di Milan-Cagliari. Oggi più che mai il popolo rossonero deve dimostrare unità d'intenti e mettere i fautori di questa situazione di fronte alle proprie responsabilità. Stiamo vivendo una situazione assurda da troppo tempo. È inutile soffermarsi ancora sulle campagne acquisiti, ne abbiamo già parlato troppo ultimamente, e non vogliamo nemmeno parlare di scelte tecniche. Qui si parla di sentimenti e di passione, e l'appello arriva proprio da chi ha sempre vissuto il Milan come una priorità».

I TIFOSI ROSSONERI PRETENDONO UNA COSA: CHIAREZZA - Il comunicato racchiude una serie di domande al presidente onorario Silvio Berlusconi, partendo però da un assunto incontrovertibile: «C’è una cosa che è venuta a mancare e che ora vogliamo in quanto tifosi del Milan ed innamorati di questi colori, la Chiarezza!».
Un concetto ripreso più volte anche da queste colonne. I tifosi sono stanchi di prese in giro, di fantomatici miraggi di ritorno al successo, di proclami autentici quanto una moneta da 3 euro. I tifosi pretendono la verità ed è per questo che rivolgono all’uomo che ha portato il Milan in cima al mondo una serie di interrogativi che ora più che mai meritano una risposta: «È sicuro di amare ancora questa squadra come il primo giorno? - solo la prima, per poi continuare - Perché per anni ci avete buttato fumo negli occhi promettendo un pronto ritorno ai fasti del passato, salvo poi nei fatti iniziare tanti progetti poi abbandonati nel giro di qualche mese? Quanto c’è di vero nelle voci di una cessione, parziale o totale delle quote societarie? Quanta voglia ha ancora di riportarci sul tetto del mondo? E se non ne ha voglia, perché prolungare l’agonia di questa mediocrità che ci sta lentamente portando verso il fondo?».

LA CURVA SUD È CON BARBARA E CONTRO GALLIANI - Confermato da parte della Sud lo schieramento a favore di Barbara Berlusconi e contro Galliani, come si evince in maniera fin troppo chiaro da quest’altro passaggio del comunicato: «Vuole portare avanti la storia della sua famiglia, legandola ancora al Milan? Noi appoggeremmo sicuramente questa scelta, ma solo se si trattasse di una scelta portata avanti con criterio, lasciando la società in mano a Sua figlia senza l’impedimento di terze persone che ormai hanno fatto il loro tempo (ed i propri interessi)».
Curioso che nei confronti della figlia del Capo ci sia tutta questa apertura, malgrado l’unica cosa per cui Lady B. si sia fatta notare da quando ha iniziato ad interessarsi alla creatura di famiglia (se escludiamo Casa Milan, elegantissimo involucro ripieno di storia, ma costato alla società una fortuna) è stato il veto alla cessione di Pato al Psg ed il conseguente mancato acquisto di Tevez, operazione che avrebbe letteralmente cambiato la storia rossonera per un decennio a seguire.

INZAGHI: TRASFORMEREMO I FISCHI IN APPLAUSI - In questa situazione di caos societario, di dissesto finanziario, di scontri interni tra tifoseria e club, resta la squadra, ancora in mano al sempre più frastornato Pippo Inzaghi. Nella conferenza stampa prima di Milan-Cagliari, il tecnico rossonero è sembrato quasi non rendersi conto della situazione, farneticando di gruppo in crescita, di squadra pronta, di partite perse per sfortuna etc. etc. Su un punto però Inzaghi è stato perentorio, ed è stato nel momento in cui gli hanno riferito della protesta dei tifosi: «Siamo noi con i risultati che dobbiamo far tornare i tifosi allo stadio. Servono poche parole e molti fatti. I momenti negativi possono capitare. I tifosi ci sono sempre vicini, accettiamo anche i fischi quando ce li meritiamo. Ora dobbiamo trasformare i fischi in applausi».
Sarà, ma il popolo rossonero è alla ricerca di qualcosa di più importante di una buona prestazione contro il Cagliari: adesso serve chiarezza.