17 luglio 2019
Aggiornato 06:30

Mancini: «All'Inter serve entusiasmo»

Ecco Roberto Mancini seconda versione. «Non avrei mai pensato di tornare all'Inter, è successo tutto molto in fretta e questo vuol dire che per tutti ho fatto qualcosa di buono» le sue prime parole da tecnico nerazzurro. «L'entusiasmo dei tifosi? Questo affetto fa molto piacere».

MILANO - Una maglia nerazzurra con numero 226, il numero di presenze di Mancini come tecnico dell'Inter dal 2004 al 2008, con in mezzo i più la cui somma fa dieci, il numero da giocatore. Ecco Roberto Mancini seconda versione. «Non avrei mai pensato di tornare all'Inter, è successo tutto molto in fretta e questo vuol dire che per tutti ho fatto qualcosa di buono» le sue prime parole da tecnico nerazzurro. «L'entusiasmo dei tifosi? Questo affetto fa molto piacere». L'esperienza straniera riconsegna all'Italia un tecnico più conscio dei propri mezzi e dei propri obiettivi. «Prima ero molto giovane ed era la mia prima grande occasione con un club di levatura importante. Direi che mi sento molto felice, felicissimo».

MORATTI UN GRANDE PRESIDENTE - Come il presidente Moratti: «La famiglia Moratti ha fatto la storia dell'Inter, è impossibile cancellare tutto questo e se lui ha fatto questa scelta va rispettato. Al telefono mi ha detto di essere felice e io sono contento per lui. Per me è stato un grande presidente, ora non c'è più ma resta una figura importantissima». Esaurite le formalità ed i ringraziamenti a Mazzarri, «un grande tecnico che stimo tantissimo, mi dispiace tantissimo per i fischi», ecco gli obiettivi: «Io non ho la bacchetta magica ma credo molto nel lavoro, dobbiamo dare il massimo per tornare a vincere in fretta».

VOGLIO CONFRONTARMI CON I RAGAZZI - Difficile dire come giocherà la squadra, «ho già un po' di idee ma voglio anche confrontarmi con i ragazzi. Kovacic? È giovane ha grande qualità, bisogna capire che non può giocare sempre perché un ragazzo ha bisogno di passare anche dei momenti difficili. Medel? È un bravissimo giocatore anche se è presto per dire dove lo piazzerò. Nagatomo? Sono certo che le sue caratteristiche mi saranno utili. Guarin e Vidic? Il colombiano è un grande giocatore, ma prima di parlare di tattica voglio che mi dica dove preferisce giocare. Il difensore serbo invece ha incontrato delle difficoltà ma quando si gioca per tanti anni in un campionato diverso poi ci vuole qualche mese per assimilare i nuovi schemi e le novità».
È il primo tecnico a tornare in Italia e questo può aiutare molto il calcio italiano. Soprattutto come mentalità come quando alla domanda su calciopoli risponde: «Dobbiamo concentrarsi sul calcio giocato, quelli che contano sono i calciatori e noi siamo lì per aiutare. I tifosi devono pensare al campo, quando arrivi ad allenare in Inghilterra capisci che le polemiche non hanno molto senso. La Premier League è il miglior campionato del mondo e il Galatasaray è un grandissimo club con tantissimi tifosi nel mondo: ora torno all'Inter e credo che tutto quello che ho fatto negli ultimi sei anni mi resterà utile».

CREDO NEL PROGETTO - Il ritorno di Mancini ha portato tanto entusiasmo a Milano, sponda Inter. «È difficile dire se ci sono analogie con l'Inter che ho allenato recentemente, ma starà a noi riportare entusiasmo, far sì che i tifosi tornino allo stadio, dovremo riprendere a vincere. Ho scelto di rimettermi in gioco perché mi hanno chiamato, ci siamo visti e credo molto nel progetto che mi hanno proposto, altrimenti non sarei tornato qui». Si ricomincia dal derby: «Prima di giovedì sera sapevo soltanto che il 23 novembre c'è il derby. Noi ci dobbiamo concentrare sul campo senza guardare in faccia nessuno. Non bisogna fare progetti a lungo termine, bisogna tornare a fare cose importanti ora e poi si vedrà».

BALOTELLI DEVE FAR BENE A LIVERPOOL - Sul capitolo mercato c'è tempo: «Credo nel progetto e prima di parlare di mercato voglio valutare la rosa, a gennaio comunque non è facile fare grandi acquisti. Il nostro primo obiettivo sarà valorizzare al massimo i giocatori che fanno parte della squadra. Abbiamo giocatori molto giovani e la speranza è quella di crescere insieme, io con loro, sfruttando l'entusiasmo». Non poteva mancare la battuta su Balotelli. Probabilmente Mancini è stato l'unico tecnico che ha avuto un feeling con lui: «Deve pensare a fare bene a Liverpool, ha avuto la fortuna di tornare in un grande club e deve impegnarsi e sfruttare questa occasione».