16 luglio 2019
Aggiornato 04:00

Buffon, parole da capitano: «Niente scuse, abbiamo fallito»

Il portiere azzurro, intervenuto a caldo nel dopo gara, esprime tutto il suo rammarico per un fallimento «come movimento calcistico, come gruppo, come singoli giocatori e come nazione». Critiche per nulla velate a Balotelli: «Noi vecchi sempre lì a tirare la carretta, non come chi vorrebbe fare ma poi non fa mai».

NATAL – Erano le parole più attese nel dopo gara di Italia-Uruguay, la partita che ha sancito la disfatta azzurro e l’eliminazione dell’Italia dai mondiali brasiliani. Attese perché Buffon è il capitano di questa squadra, ma soprattutto perché il portierone non è mai banale e quando c’è da dire qualcosa, lo fa senza peli sulla lingua: «Le impressioni a caldo sono di un giorno molto triste per noi come movimento calcistico, come gruppo, come singoli giocatori e come nazione. E' un giorno di un fallimento, è inutile negarlo o girarci attorno. Dove è nata questa eliminazione? Non si sa dove possa essere nata. Avevamo cominciato bene questa competizione, ci eravamo fatti anche delle aspettative un po' troppo importanti e poi ci siamo dovuti scontrare con la dura realtà di una squadra che ha fatto le ultime due gare senza segnare e creando poco ed è uscita meritatamente», ha aggiunto il portiere della Juventus.

NOI VECCHI SEMPRE PRONTI A TIRARE LA CARRETTA - «Lasciare la nazionale? Sicuramente dopo il Mondiale del 2010 ci sono state due competizioni dove abbiamo ben figurato, secondi all'Europeo e terzi alla Confederations Cup. Si pretende la massima serenità di giudizio e correttezza da parte di tutti. Si sente dire che c'è bisogno di ricambi, che Pirlo, Buffon, Barzagli, De Rossi sono vecchi, ma poi quando c'è da tirare la carretta sono sempre questi in prima fila. Andrebbero rispettati di più loro per quello che hanno fatto e quello che rappresentano ancora adesso. Quando si va in campo si deve fare e non basta più vorrebbe fare o farà».