Stress ossidativo

Stress ossidativo: ecco come scoprire quanti radicali liberi e difese antiossidanti hai nel corpo

La biologa Alessandra Nizzi spiega a Diario Salute TV come valutare lo stress ossidativo tramite un semplice macchinario chiamato d-ROMs test

Per quanto riguarda il d-ROMs test i valori di riferimento sono espressi in unità di misura definita CARR (U CARR). Assistiamo a una condizione ottimale, per quanto riguarda lo stress ossidativo, quando i valori sono fra i 250 e i 300 U CARR, spiega la biologa Alessandra Nizzi del Centro Medico Piffetti a Torino.

Le condizioni che indicano stati di salute alterati
«Da 301 ai 320 la condizione di salute viene definita ancora borderline, mentre quando si sale al di sopra di tali cifre lo stress ossidativo può essere lieve, medio, grave o, persino, gravissimo. Per quanto riguarda, invece, il PAT TEST, i valori ottimali espressi in U CORE sono espressi tra i 2200 e i 2800. Situazioni, invece, di valori più bassi, indicano alcune carenze», continua Nizzi.

I risultati
«I risultati che possiamo ottenere, sostanzialmente, sono quattro. La situazione ottimale è buoni risultati di d-ROMS test e buoni risultati di PAT-TEST, quindi abbiamo pochi radicali liveri e tante difese antiossidanti. Questa, ovviamente, è la situazione migliora alla quale tutti dovremmo aspirare. La situazione opposta, dunque la peggiore, è quando si ottengono cattivi risultati sia con il d-ROMs test che con il PAT TEST. Ciò significa che abbiamo tanti radicali liberi e anche poche difese antiossidanti».

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Le condizioni intermedie
«Possiamo anche ottenere due condizioni intermedie: un buon risultato di d-ROMs test e quindi pochi radicali liberi, ma un cattivo risultato di PAT TEST e quindi poche difese antiossidanti. La seconda condizione intermedia si verifica quando si assiste a cattivi valori di d-ROMs test – con tanti radicali liberi – e un buon valore di PAT TEST, quindi con molte difese antiossidanti».

Come intervenire
«Le situazioni in cui bisogna intervenire sono le situazioni peggiori e quelle intermedie. Per migliorare la condizione bisogna fare esercizio fisico, seguire una dieta sana, andando a correggere tutti quelli che possono essere i comportamenti scorretti come fumo, l’abuso di alcol e tutte le abitudini errate, andando a eliminare tutti i fattori di rischio», conclude Alessandra Nizzi.