29 giugno 2017
Aggiornato 05:30
Il pediatra risponde

Meningite virale e batterica, come riconoscerla e agire tempestivamente

Il dottor Luca Roasio a Diario Salute TV: «In questo momento non siamo in una condizione in cui c’è un’epidemia di meningite, quindi la situazione, attualmente, è sotto controllo»

Parliamo di meningite, una malattia molto seria e delicata. Però anche di una patologia che non è poi così tanto frequente e abbastanza incidentale. La meningite, oggi, è molto sorvegliata e monitorata – spiega il dottor Luca Roasio, medico della provincia di Torino specializzato in pediatria. Attualmente esistono due forme di meningite: quella di origine virale e quella di origine batterica. Ma anche quando è batterica, vi sono diversi ceppi e diversi batteri.

Come proteggersi dalla meningite
«Per evitare epidemie, focolai epidemici, esistono diverse possibilità tra cui la somministrazione dei vaccini. Attualmente, a tutti i neonati vengono proposti all’interno del piano vaccinale. Il primo è l’haemophilus influenzae, un vaccino che viene incluso nell’esavalente e, contemporaneamente, l’antipneumoccico, un germe che potrebbe determinare la meningite e quindi i nostri figli sono protetti da questi batteri. Al compimento dell’anno, contemporaneamente alla vaccinazione morbillo, rosolia, parotite viene anche proposta la vaccinazione contro il meningococco di tipo C. Attualmente, non viene ancora proposta a tutti la vaccinazione per il meningococco B», continua Roasio.

La copertura non è totale
«In Italia la meningite può essere sostenuta prevalentemente da tali agenti batterici. Però bisogna precisare che ci sono dei sottotipi. Quindi le vaccinazioni proteggono, ma non da tutti i sierotipi di questi batteri e solo per quelli contenuti nei vaccini. Di conseguenza i figli che vengono vaccinati secondo lo schema proposto dal servizio di igiene sono senz’altro più protetti rispetto ai soggetti non vaccinati. È fondamentale informarsi presso il proprio pediatra circa le coperture vaccinali che ci sono in questo momento. Però bisogna anche essere consapevoli che può esserci la possibile diffusione di altri ceppi batterici non inclusi nei vaccini o, eventualmente, ceppi virali».

Non sempre è meningite
A volte, quando si parla di meningite si può trattare anche solo di un’infiammazione a livello delle meningi in conseguenza a infezioni localizzate anche in altre parti del corpo. Per esempio una brutta polmonite può anche causare una sintomatologia simile alla meningite. Tuttavia, nel momento in cui il bambino viene visitato dal proprio pediatra può essere ben seguito».

I sintomi della meningite
«I sintomi della meningite sono eclatanti. Non si tratta di un banale mal di testa e non è che se si hanno elevati picchi di febbre si deve pensare alla meningite. Quando un bambino ha la meningite è fortemente compromesso che mantiene una certa posizione chiamata a canna di fucile. Di solito è coricato, su un fianco, con la testa inarcata e le gambe flesse. Una posizione che, se il bambino prova a cambiare, lamenta dolore. In questo caso è necessario l’intervento urgente del pronto soccorso».

Non c’è bisogno di allarmarsi
«In questo momento non siamo in una situazione in cui c’è una qualche epidemia di meningite, quindi la situazione, attualmente, è sotto controllo. Quindi affidatevi al medico curante ma siate sereni», conclude il dottor Roasio.