15 aprile 2021
Aggiornato 01:30
Psicologia

Effetto pandemia sulla psiche: in crisi i millennials e le coppie

A lanciare l’allarme sono proprio gli psicologi, mettendo in luce tendenze poco rassicuranti riguardo la salute mentale degli italiani.

Ansia e depressione
Ansia e depressione Pixabay

È passato un anno dall’inizio della pandemia, l’avvenimento che ha stravolto le vite di tutti noi. Chi più, chi meno, abbiamo dovuto fare i conti con qualcosa di immenso, che non conosce vie di fuga, che ci costringe a mantenere le distanze e ci impedisce di fare programmi che superino le due settimane di pianificazione. Le conseguenze di tali avvenimenti, dal lockdown alla nuova normalità, passando per le chiusure a singhiozzo, iniziano a farsi sentire sulla psiche degli italiani. A lanciare l’allarme sono proprio gli psicologi, mettendo in luce tendenze poco rassicuranti riguardo la salute mentale degli italiani

Secondo un’indagine svolta tra i professionisti di Guidapsicologi.it, a preoccupare sono sia i dati relativi all’intensificarsi di alcune patologie durante l’ultimo anno, sia l’aumento di richieste da parte di giovani, coppie e famiglie, che si muovono sempre di più in una condizione di precarietà economica e psicologica, con conseguenti crisi personali e relazionali.

Aumentano del 60% le richieste di terapia online e diminuisce l’età media

Un cambiamento importante senza dubbio riguarda l’aumento delle richieste di terapia online, che secondo i professionisti di guidapsicologi.it ha registrato una crescita del 60%. Un dato che non stupisce, visto la situazione di continue proibizioni in cui verte il nostro paese. In ogni caso ‘del fatto che i pazienti poco a poco riprenderanno il proprio percorso terapeutico in forma presenziale. Solo il 3% crede che questa nuova modalità possa soppiantare in modo definitivo quella tradizionale.

Insieme a un cambio di modalità, viene registrato anche un importante cambio a livello di età media dei pazienti. Secondo il 34% degli psicologi infatti, l’età media di coloro che si rivolgono a un professionista in cerca di supporto è in netto calo, mettendo in luce il disagio che coinvolge i più giovani.

Millennials e centennials. Il pericolo dell’isolamento

Da sempre sottoposti a una situazione di precarietà, esposti a continue incertezze dal punto di vista lavorativo e con enormi ostacoli nella possibilità di pianificare il proprio futuro, i millennials sono tra le generazioni più colpite dalle conseguenze a livello psicologico di questa pandemia. Anche i centennials seguono le orme della generazione che li precede, poiché vedono compromessa in modo importante la propria formazione e il loro ingresso nel mondo del lavoro.

Ma non è solo la mancanza di prospettive a determinare l’amplificarsi di disagi diffusi. Secondo il 92% degli esperti, una forte aggravante è data dalla mancanza di relazioni reali con i propri coetanei, che ha contribuito ampiamente a generare o accentuare alcune patologie. Al primo posto tra i disturbi che colpiscono i più giovani troviamo ansia e depressione (+47%), seguiti da disturbi alimentari (+18%), ludopatia (+8%) e dipendenza da droga e alcol (+8%)

Cambia la situazione, cambiano le patologie

Il 2020 rappresenta uno spartiacque nella vita di tutti noi, e gli psicologi hanno potuto osservarne l’impatto a livello mentale, il che implica un lavoro in continuo divenire. A questo proposito, 7 professionisti su 10 affermano di avere registrato un cambiamento riguardo alle patologie maggiormente diffuse. Entrando nel dettaglio dei disturbi, il 50% dei professionisti identifica tra le patologie più diffuse ansia e depressione, seguite da problemi di coppia (24%) e problemi alimentari (11%).

Aumentano le richieste per terapia di coppia

La convivenza forzata ha messo a dura prova anche le relazioni più solide, portando con sé discussioni e situazioni faticose, difficili da gestire senza l’aiuto di un professionista. Il 51% degli psicologi ha registrato dall’inizio della pandemia un aumento delle richieste per terapia di coppia.

Anche per quanto riguarda le richieste di terapia familiare, vi è una forte tendenza all’aumento (+20%), in parte perché lo stare insieme in modo continuativo ha permesso di vedere problematiche che prima si ignoravano, in parte perché questa condizione di condivisione continua ha creato attriti finora inesistenti, e infine perché la situazione globale pesa sempre di più sul singolo individuo, e, di conseguenza, nel suo relazionarsi con gli altri.

Preoccupa la sovraesposizione a dispositivi tecnologici social network

I social network e le nuove tecnologie, se usati in modo sconsiderato sia in termini quantitativi che qualitativi, si trasformano in amplificatori di disagi della psiche. Secondo l’82% degli intervistati, questi strumenti tecnologici portano gli italiani a soffrire sempre più frequentemente di varie patologie.

A proposito delle conseguenze a livello patologico, il 43% registra un aumento di ansia e depressione proprio a causa della forte esposizione alla tecnologia e ai social. Così come la ludopatia (11%), complice il gioco online, i disturbi alimentari (10%), attraverso il bombardamento di immagini di corpi perfetti o presunti tali, e i problemi di coppia (6%), fomentati da applicazioni e chat di incontri clandestini.