16 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

Celiachia, una scoperta potrebbe portare finalmente a una terapia

Un team di scienziati sembra aver trovato una possibile terapia per la celiachia. Ecco di cosa si tratta

Celiachia, una nuova terapia?
Celiachia, una nuova terapia? (Green Apple | Shutterstock)

La celiachia non ha niente a che fare con una normale intolleranza. Si tratta, infatti, di una malattia autoimmune che si verifica a livello intestinale. La comparsa dei sintomi è direttamente collegata con l’ingestione di una nota proteina che si trova nel frumento e altre graminacee: il glutine. A oggi non esiste nessuna cura, l’unico metodo per star meglio è quello di evitare tutti gli alimenti che contengono glutine. Ma grazie a una recente scoperta presto potrebbero arrivare delle vere e proprie terapie. È quanto emerge da una ricerca pubblicata su The EMBO Journal.

Come compare la celiachia?
Nessuno sa, esattamente, il motivo per cui la celiachia fa la sua comparsa. Si sa che si sviluppa in persone geneticamente predisposte e che viene scatenata da fattori ambientali. Nel momento in cui si manifesta la malattia, il sistema immunitario di un individuo innesca una risposta negativa contro le cellule dello stesso organismo. Ne consegue che la mucosa dell’intestino tenue viene totalmente danneggiata.

Fibrosi cistica e celiachia
Sappiamo che l’1% delle persone soffrono di celiachia, ma si assiste a una percentuale tre volte superiore nei soggetti affetti da fibrosi cistica. «Questa co-occorrenza ci ha fatto intuire una connessione tra le due malattie a livello molecolare», ha detto Luigi Maiuri, professore ordinario di Pediatria all'Università del Piemonte Orientale e ricercatore dell'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, che ha condotto la ricerca insieme a Valeria Raia (Università «Federico II» di Napoli) e Guido Kroemer (Università di Parigi «Descartes», Francia).

Cos’è la fibrosi cistica
Si tratta di una malattia caratterizzata dalla presenza di muco molto spesso che si presenta sia a livello polmonare che intestinale. Alla base di tutto vi è una mutazione di un particolare gene: il CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Conductance Regulator). Quest’ultimo regola il passaggio dei fluidi dall’interno all’esterno delle cellule che rivestono alcuni organi.

Fluidità del muco e CFTR
Il CFTR è una proteina per il trasporto di ioni e svolge un ruolo primario nel mantenimento della fluidità del muco. Se ci sono alcune alterazioni di tale gene, il paziente assiste alla presenza di muco particolarmente viscoso che spesso dà origine a infiammazione polmonare e insufficienza respiratoria. Ma non solo: possono comparire anche reazioni anomale a livelli intestinale a causa di inneschi del sistema immunitario. Ed è proprio qui che i ricercatori hanno trovato un’analogia con la celiachia: chi soffre di tale malattia assiste a risposte simili a livello intestinale. Per questo motivo Maiuri e Kroemer hanno voluto prendere in esame i fondamenti molecolari di queste somiglianze.

Glutine e difficoltà digestive
A causa di frammenti proteici lunghi, il glutine necessita di tanto tempo per essere digerito. Questo non significa, però, che un soggetto normale non riesca a processarlo. Gli scienziati hanno quindi provato a utilizzare linee cellulari intestinali umane sensibili al glutine, e hanno scoperto che uno specifico peptide, il P31-43, si lega direttamente al CFTR e ne compromette la funzione. Questa interazione scatena lo stress cellulare e l'infiammazione, suggerendo che la CFTR gioca un ruolo centrale nella mediazione della sensibilità al glutine nei pazienti celiaci.

L’inibizione
Gli scienziati hanno anche scoperto che c’è un modo per inibire l'interazione tra P31-43 e CFTR: con il VX-770 (Ivacaftor), un potenziatore della CFTR. Lo stesso adoperato durante la terapia di pazienti con Fibrosi Cistica. Durante lo studio, alcune cellule intestinali o campioni di tessuto prelevati da pazienti celiaci sono stati pre-incubati con VX-770 prima di essere esposti a P31-43. E, sorpresa: il peptide non ha provocato alcuna reazione immunitaria. Ciò significa che il VX-770 potrebbe proteggere le cellule epiteliali dagli effetti dannosi della gliadina. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che il VX-770 protegge i topi sensibili al glutine dalle manifestazioni intestinali indotte dalla ingestione di glutine.

Nuove cure in futuro?
«Non esiste ancora alcuna cura per la celiachia,allo stato attuale l'unica strategia terapeutica è quella di mantenere una rigorosa dieta priva di glutine. Tuttavia, lo studio attuale è un passo promettente verso lo sviluppo di un trattamento. Suggerisce che i potenziatori CFTR, che sono stati sviluppati per trattare la fibrosi cistica, possono anche essere esplorati come punto di partenza per lo sviluppo di un rimedio per la celiachia», conclude Maiuri.

Fonti scientifiche
[1] EMBO J. 2018 Nov 29. pii: e100101. doi: 10.15252/embj.2018100101. A pathogenic role for cystic fibrosis transmembrane conductance regulator in celiac disease . Villella VR1, Venerando A2, Cozza G3, Esposito S1, Ferrari E1,4, Monzani R1,4, Spinella MC1,4, Oikonomou V5, Renga G5, Tosco A6, Rossin F7, Guido S8, Silano M9, Garaci E10, Chao YK11, Grimm C11, Luciani A12, Romani L4, Piacentini M7,13, Raia V6, Kroemer G14,15,16,17,18,19, Maiuri L20,4.