13 dicembre 2018
Aggiornato 05:00

Meglio un uovo oggi o una gallina domani? Dimmi cosa scegli e scopri se sei intelligente o no

Uno studio italiano svela cosa si cela dietro a una scelta. Nel caso dell'uovo e della gallina, a seconda di come rispondiamo, si può capire che tipo di persona siamo
Uovo o gallina?
Uovo o gallina? (Piotr Marcinski | shutterstock.com)

Uno studio del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova svela cosa si cela dietro a una scelta. Per esempio, di fronte al quesito ‘meglio un uovo oggi o una gallina domani’, la risposta che diamo parla di noi e può dire che tipo di persona siamo.

Qual è meglio?
E dunque meglio un uovo oggi o una gallina domani? Ognuno ha la sua risposta. Ma cosa cambia se propendiamo per una piuttosto che per l’altra? Quali sono i meccanismi che ci spingono a scegliere l’uovo o la gallina? A queste e altre domande hanno cercato di dare risposta la dott.ssa Giorgia Cona e colleghi del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova, con uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Neuroimage».

Come sempre, c’entra l’evoluzione
«Il nostro studio – spiega in una nota la dott.ssa Cona – mostra che il modo di rispondere a questa domanda, e quindi l’approccio che abbiamo noi verso una ricompensa, ha una base evoluzionistica e spiega molto di come siamo. Abbiamo applicato un algoritmo tipicamente usato in economia e ingegneria, l’approccio di ottimizzazione di Pareto, per identificare se esistano trade-off, ovvero sia compromessi, tra diverse funzioni/tratti cognitivi, di personalità e di comportamento. Abbiamo individuato che tali trade-off sono associati all’approccio alla ricompensa e all’autocontrollo. Tali tratti sembrano infatti spiegare una costellazione di caratteristiche degli individui, in molti altri domini».

Lo studio
Per rispondere all’annosa domanda, i ricercatori hanno analizzato i dati di più di 1.200 individui dell’Human Connectome Project, prendendo in considerazione misure legate a diverse funzioni cognitive, tratti di personalità e comportamento, così come variabili cerebrali funzionali e strutturali. «È risultato – aggiunge il dott. Loren Kocillari, coautore dello studio – che, tra tutte le 300 possibili combinazioni di tratti, l’unica che portava i dati degli individui a distribuirsi significativamente in un triangolo nello spazio cartesiano era quella determinata da due misure del Delay Discounting Task, un compito che valuta la preferenza di un individuo a scegliere tra una ricompensa immediata ma di entità minore (es $ 100 ora) e una ricompensa posticipata nel tempo ma maggiore (es $ 200 fra un mese)».

I tre archetipi
Dopo questa constatazione, ai tre vertici del triangolo i ricercatori hanno identificato tre archetipi, che corrispondono ad altrettanti tre diversi stili di preferenze: il primo archetipo identifica gli individui con una preferenza stabile verso le ricompense più grandi, sebbene ritardate. Il secondo identifica gli individui che tendono a preferire le ricompense immediate, anche se più piccole. Infine, il terzo archetipo corrisponde a un approccio più flessibile, ossia una preferenza verso le ricompense ritardate – solo nel caso in cui queste siano molto grandi. «Il passo successivo è stato quello di identificare altre caratteristiche che qualificano i tre archetipi – sottolinea il prof. Maurizio Corbetta, Direttore del Padova Neuroscience Center dell’Università di Padova – Le analisi hanno mostrato che a ognuno degli archetipi sono associate caratteristiche legate alla personalità, alle funzioni cognitive, alle abitudini e alle strutture cerebrali».

Chi aspetta è più intelligente
A differenza di chi ‘coglie l’attimo’ – che potrebbe sembrare più pronto e arguto – in realtà chi riesce ad aspettare al fine di ottenere una ricompensa più grande – mostrando di avere un maggior autocontrollo – presenta un livello maggiore di intelligenza, di memoria verbale, di abilità spaziali e un maggior volume di materia grigia. Non solo. Costoro pare abbiano anche maggiori abilità e prestanza fisica, un più alto livello socioeconomico e culturale e presentano caratteristiche di personalità più positive, maggior benessere e soddisfazione nella vita.

E chi non sa aspettare…
Al contrario, prosegue Corbetta, le persone che tendono a preferire la ricompensa immediata mostrano prestazioni cognitive più scarse, un volume cerebrale inferiore, più alti livelli di aggressività, di ostilità e di stress. A livello fisico soffrono di un indice di massa corporea (BMI) più alto (con eventuale sovrappeso o obesità), appartengono anche a un livello socioeconomico più basso e fanno maggior uso di droghe. Inoltre, le analisi di connettività funzionale cerebrale mostrano come un miglior auto-controllo si esplica in una più forte regolazione tra aree corticali legate al controllo e aree limbiche e para-limbiche classicamente associate al piacere. Infine, abbiamo mostrato come tale tratto sia determinato poco dalla genetica, bensì venga influenzato dall’ambiente, quindi dalla selezione culturale.

L’ambiente conta
Per una volta, dunque, la genetica pare non entrarci. Ma, in questo caso, è l’ambiente che conta. In base ai risultati dello studio, infatti, si è dimostrato come le differenze tra gli individui nell’approccio alla ricompensa non sono determinate geneticamente. Piuttosto, pare siano modellate dall’ambiente e da fattori culturali. Infine, sono riscontrabili nelle diverse razze ed etnie.

Riferimento: Giorgia Cona, Loren Koçillari, Alessandro Palombi, Alessandra Bertoldo, Amos Maritan, Maurizio Corbetta et al - ‘Archetypes of human cognition defined by time preference for reward and their brain correlates: an evolutionary trade-off approach’. Neuroimage. https://doi.org/10.1016/j.neuroimage.2018.10.050.