9 agosto 2022
Aggiornato 19:00
Intelligenza

In autunno siamo più intelligenti. L’incredibile risultato ottenuto dagli scienziati

Scienziati della Columbia University sono riusciti a dimostrare come in autunno riusciamo a superare test cognitivi molto più facilmente. Ecco perché

In autunno siamo tutti più intelligenti
In autunno siamo tutti più intelligenti Foto: Shutterstock

Siamo inclini a pensare che il nostro quoziente intellettivo e la nostra performance cerebrale non mutino mai nel tempo. Purtroppo, non è così: seppur sappiamo che con il passare degli anni cominciamo a perdere qualche colpo, di certo non eravamo a conoscenza del fatto che in alcuni periodi dell’anno assistiamo a una sorta di declino cognitivo, per poi riprenderci nuovamente alla stagione successiva. Ecco cosa sono riusciti a scoprire gli scienziati della Columbia University.

Anziani più intelligenti
Pare che la regola della maggior intelligenza durante la stagione autunnale sia stata verificata soprattutto su individui anziani. Ma non è detto che ciò non si verifichi anche in età più giovanile. Dai risultati emersi dai ricercatori, infatti, si evince che gli individui dai 70 anni in su sono decisamente più intelligenti all’inizio dell’autunno rispetto alla primavera. Si pensi solo che la differenza – in termini di età cerebrale - tra l’equinozio d’autunno, rispetto a quello primaverile, è di circa quattro anni.

Lo studio
Come accennato, lo studio si è concentrato su tremila individui dai 70 anni in su, provenienti dall’Europa o dal Nord America. Ognuno di loro ha dovuto eseguire dei test annuali di memoria e di elaborazione dei dati in diversi momenti dell’anno.

I risultati
Dai risultati ottenuti dai test cognitivi è stato possibile dimostrare come in estate e in autunno, i volontari dello studio erano molto più intelligenti rispetto all’inverno e alla primavera. L’apice sembra venga raggiunto intorno all’equinozio d’autunno (23 settembre), per poi scendere giorno per giorno fino a quello di primavera.

Perché le stagioni hanno questo impatto?
Lo studio non è stato in grado di spiegarlo con certezza ma secondo Rosa Sancho, responsabile della ricerca presso l'Alzheimer's Research UK, è probabile che l'inverno aumenti altri noti fattori di rischio. «Le stagioni che cambiano possono influenzare il nostro stile di vita e la nostra salute in una grande varietà di modi». Un’altra ipotesi, formulata da Philip De Jager, della Columbia University, è che in inverno il cervello dell’essere umano sperimenta qualcosa di molto simile a una mite ibernazione. «I ritmi sottostanti sono simili a quelli che regolano molti altri mammiferi e animali. Probabilmente ci aiutano a minimizzare l'attività nei mesi in cui sono disponibili meno risorse e ad approfittarne in un momento in cui sono abbondanti», conclude De Jager. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Plos Medicine.