18 novembre 2018
Aggiornato 05:30

Ricercatori scoprono un antidoto all'intossicazione da botulino, o botulismo

Il batterio Clostridium botulinum è responsabile di malattie di origine alimentare e ha effetti potenzialmente mortali a causa di una neurotossina che produce. Ora pare si sia trovato un antidoto
Intossicazioni alimentari
Intossicazioni alimentari (ESB Professional | shutterstock.com)

Ogni anno avvengono molte intossicazioni alimentari causate dal Clostridium botulinum, noto più semplicemente come botulino. Questo genere di intossicazione si chiama botulismo, ed è causa di una grave condizione che può anche essere mortale. Ora, i ricercatori del Botulinum Research Center, Institute of Advanced Sciences di Dartmouth (INADS), avrebbero trovato un composto che inibisce in modo drastico la neurotossina botulinica, responsabile di una delle intossicazioni alimentari più tossiche conosciute a oggi.

Il composto inibitore
Il composto inibitore identificato dai ricercatori è chiamato nitrofenil psoralene (NPP), e si ritiene possa essere usato come trattamento per ridurre la paralisi indotta dal botulismo. La neurotossina botulinica è considerata una potenziale arma biologica perché non esiste un antidoto, tantomeno approvato dalla FDA.

Lo studio
Lo studio, pubblicato su Applied and Environmental Microbiology , una rivista dell’American Society for Microbiology, è stato condotto dal prof. Bal Ram Singh, direttore dell’INADS, e colleghi. I ricercatori si sono focalizzati anzitutto nell’identificare l’enzima all’interno della neurotossina botulinica che danneggia i neuroni, provocando la paralisi. Dopo di che, hanno analizzato una libreria contenente più di 300 composti naturali da estratti di piante medicinali indiane (alla base della medicina Ayurvedica), alla ricerca di enzimi in grado di neutralizzare l’attività dannosa contro i neuroni. «Utilizzando uno screening ad alto rendimento – ha spiegato Bal Ram Singh – abbiamo identificato uno dei composti, il nitrofenil-psoralene, che ha un’attività particolarmente forte contro l’enzima che danneggia i neuroni».

L’attività contro la neurotossina
Una volta identificato l’enzima, gli autori dello studio hanno testato in vitro e in coltura cellulare l’attività di NPP contro la neurotossina botulinica di tipo A, che è il sierotipo più potente tra i sette sierotipi della tossina botulinica. I risultati dei test hanno rivelato che la NPP aveva una potente attività antibotulinica contro la neurotossina di tipo A, con bassa tossicità per le cellule umane. «NPP ha anche mostrato attività nell’invertire la paralisi dei muscoli dei topi indotta dalla neurotossina botulinica di tipo A», ha sottolineato il dott. Singh.

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L’intossicazione alimentare più costosa al mondo
Anche se nel mondo i casi di botulismo sono inferiori a quelli di salmonellosi, fanno notare i ricercatori, questi sono molto più pesanti in termini di costi pe la sanità e per la gravità delle intossicazioni nelle persone. La tossina botulinica è prodotta dal batterio Clostridium botulinum, che vive nel suolo ed è onnipresente e difficile da uccidere. Per questo motivo, il botulismo si può sviluppare anche se non si assumono cibi contaminati, ma anche per contatto con ferite o escoriazioni della pelle o, ancora, attraverso la colonizzazione dei tratti digestivi di bambini e neonati. Le sue spore possono sopravvivere anche alla bollitura, precisano infine i ricercatori. I farmaci derivati ​​da Psoralen sono già stati approvati dalla FDA degli Stati Uniti e questo fa ben sperare che il farmaco contro il botulismo sia approvato in tempi brevi.

Riferimento: ‘Natural Compounds and their Analogues as Potent Antidotes against the Most Poisonous Bacterial toxin’ – Kruti B. Patel, Shuowei Cai, Michael Adler, Brajendra K. Singh, Virinder S. Parmar, Bal Ram Singh – Applied and Environmental Microbiology.