20 giugno 2021
Aggiornato 18:30
Botulino e botulismo

Bimbo di 5 mesi ricoverato per botulismo infantile, è il primo caso in Piemonte

A Ivrea si è registrato il primo caso in Piemonte di botulismo infantile. E' un bimbo di 5 mesi, a causarlo sarebbe stato il consumo di miele. Cos'è il botulino, i sintomi

IVREA – Un bimbo di 5 mesi di Ivrea è stato ricoverato in ospedale a Roma per botulismo. E' il primo caso di botulismo in Piemonte, e a causare l'intossicazione pare sia stato del miele che il piccolo aveva consumato il giorno prima di recarsi nella Capitale insieme ai genitori. La diagnosi di botulismo da miele è stata confermata dall'Istituto Zooprofilattico del Piemonte.

L'allarme dell'intossicazione
Le prime avvisaglie che qualcosa non andava sono apparse durante il viaggio verso Roma. Il bimbo piemontese ha iniziato ad accusare sintomi che hanno messo in allarme i genitori. Tra questi si sono manifestati un rallentamento dei riflessi, difficoltà nel controllo dei movimenti della testa e problemi respiratori – tutti sintomi tipici che non sfuggono a un occhio attento o a un medico.

La corsa in ospedale
Giustamente preoccupati, genitori del piccolo sono corsi al pronto soccorso. Qui, il bimbo è stato visitato e poi ricoverato per accertamenti. L'esame delle feci ha poi mostrato la presenza della tossina botulinica, o botulino. Allo stesso tempo, l'esame del miele che era stato dato a piccolo ha confermato che era questa alimento la causa dell'intossicazione.

Cos’è il botulino?
Il botulino è un batterio, il cui vero nome è Clostridium botulinum. Si tratta di un patogeno anaerobico che può contaminare con estrema facilità gli alimenti preparati in casa. Ma non è escluso che si possa trovare anche nelle conserve di origine industriale.

I sintomi del botulismo
A seguito di un’ingestione di cibo contaminato possono verificarsi sintomi più o meno seri. Generalmente l’intossicazione è più grave se i primi segni si manifestano in tempi molto ridotti. Ricordiamo, infatti, che i tempi di incubazione vanno da poche ore fino a otto giorni dall’ingestione del cibo. In quest’ultimo caso, normalmente, l’intossicazione è più leggera e quindi più facilmente curabile. Tra i sintomi più comuni ci sono nausea, vomito, diarrea e dolori muscolari. Con il passare del tempo possono presentarsi disturbi neurologici, secchezza del cavo orale e delle vie respiratorie, annebbiamento della vista, problemi di deglutizione, tachicardie, ritenzione di urina, nervi facciali paralizzati. Se non si interviene in tempo si può assistere a paralisi respiratoria, asfissia e arresto cardiaco.
Il botulino fu riconosciuto per la prima volta nel 1897 dal medico E. van Ermengen che lo trovò in maniera molto frequente nelle salsicce. Scoprì presto che la pericolosità era determinata dalle esotossine prodotte dal batterio che si trovano con maggior probabilità negli alimenti in scatola, quelli conservati e sott’olio.