14 novembre 2018
Aggiornato 05:00

Cioccolato, tè, caffè e zinco proteggono dallo stress ossidativo

Invecchiamento e una riduzione dell’aspettativa di vita sono anche causati dallo stresso ossidativo. Gli scienziati scoprono che c'è un modo semplice per proteggersi dai danni all'organismo
Cioccolato e zinco per contro lo stresso ossidativo
Cioccolato e zinco per contro lo stresso ossidativo (Africa Studio | shutterstock.com)

Proteggersi dall’ossidazione, o stress ossidativo, si può. Lo ha scoperto un team internazionale di ricercatori che ha individuato una molecola organica che può essere attivata dallo zinco e alcuni alimenti assunti insieme. Tra questi, il caffè, il tè, il cioccolato e il vino.

Invecchiare
L’invecchiamento è inevitabile, per tutti. Però si può anche accelerare o, al contrario, rallentare. Dovendo scegliere tra le due opzioni, la seconda è di certo meglio. Ma come fare? Secondo quanto scoperto dalla dott.ssa Ivana Ivanovi-Burmazovi della Cattedra di Chimica Bioinorganica presso la Friedrich-Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg (FAU), che ha condotto lo studio insieme al il prof. Christian Goldsmith della Auburn University (Alabama) lo zinco può attivare una molecola organica che aiuta a proteggere dallo stress ossidativo.

Lo zinco e il Superossido
Lo zinco è un minerale traccia di cui abbiamo bisogno per rimanere sani, spiegano i ricercatori della FAU. E proprio lo zinco può proteggere dal Superossido responsabile dello stress ossidativo, se assunto insieme a un componente presente in alimenti come vino, caffè, tè e cioccolato. Il componente è un gruppo idrochinone presente nei polifenoli – sostanze vegetali responsabili dell’olfatto e del gusto. Lo zinco attiva i gruppi idrochinonici, producendo una protezione naturale contro il Superossido. Quest’ultimo è un sottoprodotto della respirazione delle cellule umane che danneggia le biomolecole del corpo, come per esempio proteine ​​o lipidi, nonché il genoma umano. Si ritiene che il Superossido abbia un ruolo nel processo di invecchiamento e in una serie di malattie come l’infiammazione, il cancro e le malattie neurodegenerative, riporta una nota della FAU. L’idrochinone da solo non è tuttavia in grado di distruggere il Superossido. Al contrario, se si combinano zinco e idrochinone, si viene a creare un complesso metallico che imita un enzima superossido dismutasi (SOD). Sono proprio questi enzimi che proteggono l’organismo dai processi di degradazione causati dall’ossidazione e, in più, hanno un effetto antiossidante. Grazie a questo processo è possibile metabolizzare il Superossido e prevenire danni da stress ossidativo.

I pro e i contro dei metalli
Nello studio è stato osservato, per la prima volta, come la funzione di questo enzima possa essere copiata senza ripristinare i metalli di transizione attivi redox come manganese, ferro, rame o nichel. Sebbene si sappia che i metalli possono anche avere un effetto antiossidante, si può tuttavia ottenere l’effetto opposto se un qualche di questi Sali minerali viene assunto in quantità eccessive, aumentando di fatto proprio lo stress ossidativo. Tuttavia, lo zinco è molto meno tossico dei già menzionati metalli di transizione, rendendo possibile la creazione di nuovi farmaci o integratori con un numero considerevolmente minore di effetti collaterali. Sarebbe anche plausibile aggiungere zinco al cibo che contiene idrochinone in modo naturale per aumentare la salute dei consumatori scrivono gli autori. «È certamente possibile che vino, caffè, tè o cioccolato con zinco aggiunto possano diventare disponibili in futuro – conclude Ivanovi-Burmazovi – Tuttavia, qualsiasi tipo di contenuto alcolico distruggerebbe gli effetti positivi di questa combinazione».

Riferimento: Nature Chemistry - DOI: https://doi.org/10.1038/s41557-018-0137-1.