5 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Malattie cardiache

C’è un antiossidante che migliora la salute di cuore e arterie, proteggendo anche da ictus e infarto

Secondo un nuovo studio, la bilirubina, un antiossidante naturale, può aiutare a migliorare la salute cardiovascolare, proteggendo anche da infarto e ictus

Salute del cuore
Salute del cuore Shutterstock

STATI UNITI – Ricercatori della Emory University hanno analizzato gli effetti della bilirubina sulla salute di cuore e arterie. La sostanza è un pigmento giallo-arancione che si forma dopo la scomposizione dei globuli rossi, per poi essere eliminato dal fegato. In questa meta-analisi, gli scienziati hanno scoperto che entro intervalli normali, livelli più elevati di bilirubina nel sangue erano associati a tassi più bassi di insufficienza cardiaca, infarto e ictus. I dati sono stati elaborati sa un campione di circa 100mila soggetti, con o senza infezione da HIV.

Un potente antiossidante
Già diversi studi avevano suggerito che la bilirubina può avere effetti benefici, agendo come antiossidante o interferendo con l’aterosclerosi. I dati acquisiti dai ricercatori, basati sui veterani, vanno ad aggiungersi a questa evidenza. In particolare, analizzando le persone che vivono con l’HIV e l’assunzione di un farmaco anti-HIV, l’atazanavir, che è noto per elevare la bilirubina, gli autori dello studio hanno osservato un effetto indipendente di atazanavir sul rischio cardiovascolare. L’effetto è degno di nota, fanno notare i ricercatori, poiché l’infezione da HIV ha effetti negativi sulla salute cardiovascolare. «Inizialmente – spiega il dott. Vincent Marconi, principale autore dello studio – volevamo vedere se la bilirubina e le malattie cardiovascolari avevano un rapporto diverso nelle persone che erano sieropositive rispetto a quelle HIV negative».

Lo studio
Per questo studio, il dottor Marconi e colleghi hanno esaminato i dati del Veterans Aging Cohort Study, un osservatorio nazionale sull’infezione da HIV, supportato dal National Institutes of Health. I dati VACS includevano 31.418 veterani HIV-positivi e 66.987 HIV-negativi, quasi tutti uomini e il 48% afroamericani. La loro età media era di 48 anni. Dopo la raccolta dei dati, i ricercatori hanno suddiviso i partecipanti allo studio in quattro gruppi in base ai loro livelli di bilirubina nel sangue.

I risultati
Dai risultati dell’analisi, pubblicati sul Journal of American Heart Association, si è scoperto che livelli più elevati di bilirubina significavano minor rischio di infarto, insufficienza cardiaca o ictus. Il gruppo con il più alto livello di bilirubina aveva il 76% del rischio di eventi cardiovascolari (CVD) combinati come il gruppo con il livello più basso, con effetti osservati anche in persone senza malattia del fegato. «Non sono stati necessari grandi aumenti della bilirubina per vedere un effetto sulla riduzione del rischio di CVD – ha sottolineato Marconi – La maggior parte del cambiamento è avvenuta nel normale intervallo fisiologico e in particolare dal primo al secondo quartile». L’Atazanavir è un inibitore della proteasi dell’HIV ed è progettato per impedire all’HIV di elaborare se stesso, ha spiegato il ricercatore in una nota della Emory. Questo farmaco ha un effetto collaterale su un enzima nelle cellule umane che è necessario per il riciclo della bilirubina. Ci sono alcune indicazioni che il farmaco stesso ha effetti negativi, bilanciando i benefici della bilirubina.

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