22 settembre 2018
Aggiornato 02:30

Un antidepressivo comune può far diventare i batteri super resistenti

Un nuovo studio mette sull'avviso chi utilizza farmaci antidepressivi. Il noto Prozac o Fluoxetina è stato trovato favorire la resistenza batterica agli antibiotici, in particolare dell'Escherichia Coli
Farmaci
Farmaci (nokwalai | shutterstock.com)

La resistenza batterica agli antibiotici, capeggiata da una schiera di super batteri, è sempre più diffusa e preoccupante – dato mette in pericolo di vita le persone. Per aver contribuito alla resistenza dei batteri è stato messo sotto accusa l’uso massiccio o indiscriminato degli antibiotici. Ora, come se non bastasse, pare che anche altri tipi di farmaci come per esempio gli antidepressivi, possono favorire la proliferazione dei super batteri.

Il farmaco antidepressivo
Ad aver mostrato di favorire la resistenza batterica è un noto antidepressivo venduto con il marchio Prozac, e composto da una sostanza chiamata Fluoxetina. Quest’ultima, oggetto di un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Advanced Water Management Center dell’Università del Queensland (Australia), è stata trovata promuovere la resistenza di alcuni ceppi del pericoloso batterio Escherichia Coli.

Lo studio
Il dottor Jianhua Guo e colleghi hanno analizzato in laboratorio gli effetti sui batteri della fluoxetina, un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI), una classe di farmaco che impedisce ad alcuni neuroni nel cervello di riassorbire il neurotrasmettitore serotonina. Il motivo di questo effetto è che le persone affette da depressione clinica spesso hanno meno serotonina libera disponibile e questa classe di farmaci ne aumentano i livelli. Per cui si ritiene possano in qualche modo a trattare la condizione.

Gli effetti sui batteri e sull’ambiente
Negli ultimi anni, sui farmaci SSRI si sono concentrati diversi studi, che hanno dimostrato come per esempio la fluoxetina possa anche uccidere batteri e altri microrganismi, cosa che ha suscitato l’interesse per usarli come nuovo tipo di antimicrobico. Tuttavia, vi una preoccupazione teorica che la fluoxetina possa stimolare la resistenza agli antibiotici nell’ambiente, dal momento che alcuni dei farmaci finiscono nelle fogne, dopo che sono espulsi dai nostri corpi. Per questo motivo, i ricercatori australiani hanno deciso di analizzare gli effetti della fluoxetina su un ceppo di E. coli.

I risultati
I ricercatori dopo aver esposto a diverse concentrazioni di fluoxetina un ceppo antibiotico-sensibile di Escherichia hanno poi prelevato i batteri che erano sopravvissuti, per esporli all’azione di un mix di antibiotici. Pubblicati sulla rivista Environment International, i risultati dello studio hanno rivelato che i batteri sopravvissuti alla fluoxetina erano attivi nello sviluppare mutazioni genetiche contro gli antibiotici ampiamente usati come cloramfenicolo, amoxicillina e tetraciclina. Questa resistenza è stata osservata anche contro altri antibiotici nella stessa classe di farmaci. Oltre a ciò, i ricercatori hanno scoperto che più alta era la concentrazione di fluoxetina a cui erano stati esposti i batteri, più questi erano pronti a sviluppare resistenza agli antibiotici. «Questa scoperta – spiega Jianhua Guo – fornisce una forte evidenza che la fluoxetina causa direttamente resistenza multi-antibiotica attraverso la mutazione genetica». Infine, gli autori dello studio hanno trovato che non è soltanto la fluoxetina a favorire la resistenza batterica, ma anche altre sostanze utilizzate per altri usi come per esempio il triclosan (usato in prodotti per l’igiene personale), possono provocare indirettamente la resistenza batterica. I ricercatori non nascondono la loro preoccupazione per un aumento della resistenza agli antibiotici provocata da altri farmaci o sostanze chimiche prodotte per altri utilizzi.