19 agosto 2018
Aggiornato 21:00

La rivincita del latte: protegge dall'ictus e fa vivere più a lungo

Osteggiato da molti, il latte intero e i latticini si prendono una rivincita: secondo uno nuovo studio i grassi possono proteggere dall’ictus e allungare l’aspettativa di vita
Latte e latticini
Latte e latticini (nevodka | shutterstock.com)

TEXAS – Il latte intero ha vissuto anni di ostracismo da parte prima di alcuni dietologi e poi da ‘grande’ pubblico, che si è rivolto al latte scremato – che prometteva di essere meglio perché povero di grassi. Ora, non solo diversi studi hanno dimostrato che i grassi sono importanti e non da demonizzare, ma un nuovo studio suggerisce che il latte intero non solo non fa male, ma anzi può proteggere dall’ictus e allungare la durata della vita. Così come gli altri prodotti caseari interi e non magri.

Non c’è legame
La prof.ssa Marcia Otto e colleghi dell’Università del Texas hanno condotto uno studio in cui sono stati coinvolti circa 3.000 uomini e donne di età pari o superiore a 65 anni. Di questi sono stati misurati i livelli ematici di tre diversi acidi grassi presenti nei latticini nel 1992, e poi di nuovo 6 e 13 anni dopo. Dai risultati delle analisi, i ricercatori non hanno trovato alcun collegamento significativo tra grassi da latte e malattie cardiache e ictus, che sono considerati due tra i big killer associati a una dieta ricca di grassi saturi. Ma, al contrario, riportano i ricercatori alcuni tipi di grassi del latte potrebbero effettivamente aiutare a evitare di avere un grave ictus. «I nostri risultati – spiega la prof.ssa Otto – non solo supportano ma rafforzano in modo significativo il crescente corpo di prove che suggerisce che il grasso del latte, contrariamente alla credenza popolare, non aumenta il rischio di malattie cardiache o mortalità generale negli anziani. Oltre a non contribuire alla morte, i risultati suggeriscono che un acido grasso presente nel prodotto caseario può ridurre il rischio di morte per malattie cardiovascolari, in particolare per ictus».

Lo studio
In questo lavoro, gli scienziati texani hanno valutato il numero di biomarcatori di acidi grassi presenti nei grassi lattiero-caseari correlati a malattie cardiache e mortalità nell’arco di 22 anni. Il metodo di valutazione utilizzato nello studio, in contrasto con il consumo auto-segnalato più comunemente usato, ha fornito una visione più ampia e più obiettiva dell’impatto dell’esposizione a lungo termine a questi acidi grassi. E così nessuno dei tipi di acidi grassi era significativamente associato alla mortalità totale e un tipo era addirittura collegato a una riduzione dei decessi per malattie cardiovascolari.

I risultati
Dai dati ottenuti si è osservato come le persone con livelli di acidi grassi più alti, che suggeriscono un consumo maggiore di prodotti caseari integrali, hanno avuto un 42% in meno di rischio di morte per ictus. E sebbene molti esperti spesso raccomandano una dieta ricca di latticini privi di grassi o ‘magri’, i ricercatori hanno invece affermato che i latticini a basso contenuto di grassi spesso contengono elevate quantità di zuccheri aggiunti che possono danneggiare la salute del cuore. I latticini integrali (come il latte intero), sottolinea la prof.ssa Otto, sono ricche fonti di sostanze nutritive tra cui calcio e potassio. «I nostri risultati evidenziano la necessità di rivedere l’attuale orientamento dietetico su cibi integrali grassi, che sono ricche fonti di nutrienti come calcio e potassio. Questi sono essenziali per la salute, non solo durante l’infanzia ma per tutta la vita, in particolare anche negli ultimi anni in cui la malnutrizione e le condizioni come l’osteoporosi sono più comuni», conclude la ricercatrice.